Roma ha un nuovo piano sociale cittadino: dalle "stazioni di posta" al sostegno al reddito ecco le novità 

Il documento è stato votato oggi in Consiglio comunale dopo quattro sedute dedicate. Raggi: "Nuovo sistema integrato di servizi sociali basato su livelli minimi e diritti inesigibili"

Immagine d'archivio

Le "stazioni di posta", luoghi aperti a chi ha bisogno di accoglienza notturna, un pasto, un presidio socio-sanitario e un supporto anche per l'orientamento al lavoro, centri anti violenza in ogni municipio, integrazioni finanziarie da parte del Comune di Roma al reddito di cittadinanza nazionale e 40 assunzioni l'anno per rafforzare la squadra degli assistenti sociali comunali. Sono alcune delle novità contenute nel nuovo Piano sociale cittadino, approvato questo pomeriggio dopo quattro sedute di Consiglio comunale. 

I nuovi Leps

Primo punto, la delibera che contiene il piano si basa su un nuovo principio: la creazione di nuovi Livelli essenziali delle prestazioni (Leps) e dei servizi che il Comune di Roma si impegna a garantire sul territorio di competenza, andando quindi a integrare indirizzi nazionali e regionali già presenti. Così facendo, nelle intenzioni del Campidoglio, si realizza un sistema di tutela dei diritti standard, di pari passo con lo stanziamento di adeguate risorse finanziarie. Il piano cerca di non creare troppe categorie ma di fatto tratta diversi settori, dalla situazione dei rom, al disagio sociale, fino alla disabilità e alle questioni relative agli anziani o al diritto all'abitare. Cinque le aree entro cui ricondurre i livelli essenziali dei servizi: salute, povertà, esclusione sociale, servizi per minori e famiglie, azioni di sistema. La pianificazione finanziaria avverrò su base triennale.

Dalle "stazioni di posta" al sostegno al reddito

Tra i vari strumenti presi in considerazione dal piano trovano spazio l'estensione dei punti unici di accesso, il sostegno al reddito, il rafforzamento dell'edilizia residenziale pubblica per venire incontro a chi non ha una casa, il rafforzamento delle azioni contro le dipendenze, la realizzazione in ogni municipio di un centro antiviolenza, il potenziamento dell'assistenza telefonica, l'avvio di una nuova tipologia di assistenza domiciliare per le disabilità gravissime. E ancora: la realizzazione di "stazioni di posta" contro l'esclusione sociale e i senza fissa dimora. Il piano punta anche a ridefinire il regolamento delle case di cura e i servizi di assistenza domiciliare e semidomiciliare (centri diurni) per le persone anziane e con disabilità. 

Nuovi assistenti sociali

Per anziani, disabili, malati gravi ed altre categorie i principi ispiratori del nuovo piano sono il potenziamento della domiciliarità dell'intervento di sostegno e la presa in carico con progetti individualizzati. Sono poi previste le assunzioni di 40 assistenti sociali l'anno per cercare di avvicinarsi al rapporto di un operatore ogni 5.000 abitanti presenti nel distretto socio sanitario a fronte dell'attuale rapporto di 1 ogni 7.668. Sul fronte della casa il piano si prefigge l'obiettivo ambizioso di inserire nuove abitazioni popolari per esaurire le graduatorie 2000 e 2012. Infine si punta a realizzare un nuovo sistema di accoglienza di II livello, anche e soprattutto per i migranti, in appartamenti fino a 24 mesi (dopo i primi 6 mesi negli Sprar in ambito di accoglienza emergenziale di I livello), usando anche quelli confiscati alla criminalità organizzata, e si conferma l'intenzione di superare i campi rom.

Raggi: "Da 20 anni Roma aspettava un piano sociale"

Secondo la sindaca Virginia Raggi, intervenuta prima del voto finale, "erano quasi 20 anni che Roma attendeva un piano sociale cittadino. Oggi ci siamo riusciti, un risultato importante e atteso dal mondo del sociale e dai beneficiari". Il piano, commenta ancora la prima cittadina, "rimette al centro la persona con un nuovo sistema integrato di servizi sociali basato su livelli minimi e diritti inesigibili. Ovvero cose non cancellabili. Abbiamo ridefinito le risorse e la programmazione dei servizi, alcuni dei quali in capo al Comune ed altri affidati a terzi. Il nuovo regolamento stabilisce un principio: quello del recupero dell'autonomia dei soggetti beneficiari con una rete di servizi non piu' derogabili, per ribadire che nessuno rimanga indietro"

Le opposizioni

In fase di dichiarazione di voto il capogruppo del Partito democratico Giulio Pelonzi ha aggiunto: "Siamo rimasti sgomenti dell'atteggiamento della maggioranza teso ad arrivare all'approvazione del regolamento quasi a prescindere dalla bontà del regolamento stesso. Abbiamo assistito a un'accelerazione dovuta non alla necessità di dare il maggior aiuto possibile ai cittadini ma alla pubblicità dell'approvazione dell'atto stesso nell'imminenza della campagna elettorale. Così non si risolvono i problemi. Il piano, infatti, è basato su analisi e dati del 2017 e ci sono voluti gli emendamenti delle opposizioni per pretendere almeno che i piani futuri possano essere rinnovati ogni anno e possano contenere i dati aggiornati". 

Per FdI è intervenuto, invece, il consigliere Francesco Figliomeni: "Siamo soddisfatti perchè sono stati approvati i nostri documenti sull'accessibilità alle stazioni posta, sulla compartecipazione delle spese per alcuni tipi di disabilità e per l'aggiornamento dei dati al 2020. Ma restiamo anche critici per alcuni provvedimenti non valutati nella giusta misura e che dovevano essere considerati. Per questo FdI si astiene".


 

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