Politica

Piano rom, passo indietro di Baldassarre e il voto slitta: "Ascoltiamo associazioni"

Anche la discussione della delibera popolare "Accogliamoci" è stata posticipata. I Radicali: "Soddisfatti del dietrofront"

Per oggi era previsto il voto della delibera in giunta, ma l'assessore ha deciso per un posticipo. Il  provvedimento per il piano di chiusura dei campi rom, già in bozze ma ancora da approvare, verrà discusso ma più in là, "fra qualche settimana", dopo aver recepito critiche e suggerimenti delle associazioni. Lo ha comunicato la titolare di viale Manzoni, Laura Baldassarre, in Assemblea capitolina in risposta all'intervento di Carlo Stasolla, presidente della 21 Luglio. 

Duramente criticato soprattutto per la mancanza di indicazioni dettagliate, il piano è già stato bocciato dall'associazione che lo ha definito "un fallimento annunciato" facendone oggetto di una conferenza stampa. Confusionario, contraddittorio, molto simile a quello dell'ex sindaco Alemanno (che non ha portato risultati), ma soprattutto "lesivo dei diritti umani", in particolare per il principio che sembrerebbe animarlo: una "scrematura" sulla base del merito e non dei bisogni. 

Alla fine l'assessore ha aperto uno spiraglio al dialogo, posticipando anche il voto della delibera popolare "Accogliamoci" in Aula. Soddisfatti i Radicali. "Il passo indietro della Giunta a 5Stelle, che ha accettato di rivedere il suo "piano rom" includendo le nostre proposte, è un primo passo in avanti verso la direzione dell'inclusione, che sembrava ormai irrealizzabile.

E proprio in ragione della disponibilità dimostrata "abbiamo acconsentito alla ricalendarizzazione della delibera sul superamento dei campi tra alcune settimane, al termine delle quali ci auguriamo che quanto richiesto non soltanto da noi, ma soprattutto dalla Strategia Nazionale di Inclusione e recentemente perfino dall'ONU, emerga con chiarezza dalle linee programmatiche dell'Amministrazione. Qualora ciò non accadesse, sarà la votazione sulla nostra delibera di iniziativa popolare, che comunque dovrà tenersi nell'Assemblea Capitolina, a sottolineare di nuovo, stavolta in modo definitivo, le rispettive impostazioni sulla questione rom".

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