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Rifiuti, "Raggi dice no agli ecodistretti senza fornire un'alternativa"

Il piano rifiuti presentato in Campidoglio ha ricevuto le critiche dell'ex assessore Marino, dell'opposizione in Aula e dei Radicali: "Aspettiamo il progetto"

Non ha mancato di sollevare critiche da parte dell'opposizione, in particolare dall'ex assessore all'Ambiente Estella Marino, il "nuovo corso di Ama" presentato ieri in Campidoglio. Tre le misure messe in campo per "far decollare la differenziata" e sperare in un maggiore decoro cittadino: riparte la raccolta dei rifiuti ingombranti interrotta nei mesi scorsi, entro il 2018 verranno realizzate 10 isole ecologiche e il servizio di raccolta differenziata alle utenze non domestiche verrà triplicato.

L'obiettivo dell'amministrazione Raggi è anche quello di archiviare per sempre il progetto degli ecodistretti voluto da Marino, pesantemente in ritardo sulla tabella di marcia prevista. Luoghi pensati come vere e proprie cittadelle dei rifiuti dove concentrare gli impianti per lavorare il materiale da differenziare, separare e riciclare, dalla plastica al vetro passando per l'umido, compresi impianti di biodigestione, i più avversati dalla cittadinanza. Al loro posto, l'assessore Muraro ha promesso impianti di compostaggio nelle aziende agricole ma senza fornire alcun particolare nè tecnico nè cronologico. Allo stesso tempo ha annunciato che a dicembre da Roma partiranno camion carichi di rifiuti da trattare per l'Austria e per la Germania.

IL PIANO DI RAGGI E MURARO

"Aspettiamo l'atto di consiglio dell'amministrazione che dia indirizzo all'Ama di interrompere quel progetto (quello di Rocca Cencia per cui è già iniziato l'iter per l'approvazione delle autorizzazioni, ndr) e la relativa modifica del piano economico-finanziario dell'azienda, che ovviamente teneva conto anche di quell'impianto che avrebbe fatto risparmiare milioni di euro l'anno" scrivono in una nota la consigliera capitolina Pd, Valeria Baglio, e l'ex assessore capitolino all'Ambiente Estella Marino. "Inoltre, apprendiamo che gli impianti saranno realizzati nelle aziende agricole in gestione al comune, aspettiamo il progetto visto che gran parte dei territori delle aziende agricole sono, giustamente, vincolati". 

Critiche anche sulle tre novità annunciate ieri. "E' stato ripristinato finalmente un servizio che già esisteva" si legge nella nota. "Le 10 isole ecologiche di cui parlano oggi sono quelle che l'Amministrazione precedente aveva concordato con i Municipi e che infatti erano già nella delibera Tronca. Le altre, pur presenti nella stessa delibera Tronca, ma sulle quali non era stato raggiunto l'accordo con i Municipi, non ci sono. E perché Ama e assessore non hanno lavorato per aggiungere altre isole ecologiche?". 

L'analisi di Marino e Baglio non manca di 'colpire' i numeri relativi all'estensione del servizio di raccolta porta porta alle utenze non commerciali, da 30mila a 70mila. "Bene, ma il programma del M5S non prevedeva l'estensione del porta a porta a tutta la città? Estensione vuol dire portare dal milione di abitanti attualmente servito dal porta a porta a 3 milioni. Come mai ora si parla solo di 70mila utenze commerciali e non più dell'intera città?"

Molto critici anche i Radicali che, in Aula Giulio Cesare durante l'era Marino, si impegnarono in prima linea per far approvare l'Anagrafe dei rifiuti. "Il 'piano Ama' presentato oggi dalla sindaca Raggi non risponde agli interrogativi sul ciclo dei rifiuti che, come Radicali abbiamo sollevato in questi mesi. La domanda infatti resta la stessa: quali impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti a Roma? A 5 mesi dall'insediamento della giunta Cinque Stelle ancora non lo abbiamo capito" si legge in una nota che porta la firma del segretario dei Radicali Italiani ed ex consigliere Riccardo Magi, e Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma. "Va bene il riavvio del prelievo a domicilio dei rifiuti ingombranti, vanno bene le 10 nuove ''isole ecologiche'' in periferia e la nuova raccolta differenziata per le utenze non domestiche; vorremmo però capire come Raggi intenda gestire l'indifferenziato, che rappresenta ancora la maggior parte dei rifiuti prodotti nella capitale. Per quanti anni ancora il sistema si dovrà reggere sugli inceneritori e le discariche ubicate fuori città e fuori regione? Purtroppo il Movimento 5 Stelle ha detto no agli ''ecodistretti'', senza aver fornito una alternativa credibile". 

Gli attacchi sono arrivati anche dalla 'politica nazionale'. In particolare dalla deputata democratica Stella Bianchi, componente della Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. "E' quanto meno singolare la scelta dell'Amministrazione capitolina che per l'attuazione del piano rifiuti zero considera come unica soluzione concreta l'attivazione del servizio di trasporto all'estero dei rifiuti indifferenziati, che andranno prima in Austria e poi in Germania" si legge in una nota. "Una scelta obbligata e condivisibile in una fase emergenziale, ma sicuramente non come obiettivo finale. Alla città serve un piano concreto e definito per realizzare gli impianti di trattamento necessari di cui non c'è alcuna traccia nelle parole e tanto meno negli atti della Raggi e della Muraro". 

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