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Piano rifiuti del Lazio da rifare? Di Paolo dice "No"

Il nuovo piano rifiuti del Lazio dovrà essere modificato per rispettare i trenta punti di rilievo messi in evidenza dalla Vas. Intanto incombe l'emergenza Malagrotta e la ricerca di un nuovo sito

La valutazione ambientale strategica ha segnato uno stop per il piano rifiuti della Regione Lazio: trenta prescrizioni da rispettare per ottenere un parere favorevole. I punti messi in evidenza dagli uffici regionali che per legge devono stilare il rapporto stravolgono il piano della Regione Lazio e ne viene praticamente messa in discussione gran parte dell’impostazione.

In modo particolare il piano dovrà rivedere il sistema di monitoraggio e gli obiettivi per il riciclo e la raccolta differenziata per passare all’efficienza regionale nello smaltimento dei rifiuti che val dal conferimento in discarica agli impianti termici. Il piano rifiuti della Regione Lazio è risultato carente per quanto riguarda le motivazioni della scelta degli impianti di trattamento, le modalità di smaltimento e l’integrazione con le scelte territoriali specie nella provincia di Roma.

Immediatamente Legambiente ha cantato vittoria chiedendo una riscrittura del piano rifiuti. Non poteva non arrivare però la presa di posizione dell’assessore ai rifiuti Pietro Di Paolo: “Il Piano regionale dei rifiuti non è da rifare né, tantomeno, è stato riscritto: chi lo afferma dice una sciocchezza, dimostrando di non conoscere la materia. Alla luce di tante dichiarazioni singolari, mi preme, quindi, ribadire quanto già più volte esplicitato. Dopo l'adozione e la presentazione alla stampa lo scorso 19 novembre, il Piano è stato sottoposto alla procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas)", ha specificato Di Paolo.

"Delle osservazioni pervenute, circa 150 contenute in 22 documenti - prosegue - 30 sono state considerate valide. Il nuovo testo è stato quindi ridiscusso e riadottato dalla giunta. Il Piano, che le 30 prescrizioni non hanno modificato nella sostanza, e' disponibile in Consiglio regionale dallo scorso 23 maggio. I nuovi documenti sono stati inseriti sul sito internet istituzionale. Questi sono fatti, il resto e' demagogia, a voler essere buoni".

Intanto tra dichiarazioni e smentite continua il toto-discarica per il post Malagrotta per cui scade la proroga a fine mese. Tante le opzioni che bollono in pentola: Pian dell’Olmo, sempre nel Comune di Roma, ma vicino a Riano, Quadro Alto, nel Comune di Riano, e l’ormai nota sede di Castel Campanile, a Palidoro, nel Comune di Fiumicino.

I possibili siti, pare, siano stati proposti dall’ormai noto re dei rifiuti romani Manlio Cerroni che a detta dei comitati ambientalisti punta a gestire anche la futura discarica che ancora non si sa dove sorgerà.

In una lettera inviata a Provincia e Regione Cerroni sembra abbia previsto, per uscire dall’emergenza che si aprirà a breve, o l’utilizzo di uno dei siti elencati o un trattamento meccanico biologico dei rifiuti negli impianti di Rocca Cencia e Salaria dell’Ama e di Malagrotta 1 e Malagrotta 2.

Fatto sta che durante le elezioni tutto si è messo a tacere per non riscaldare gli animi, ma ora la soluzione va trovata e anche a breve e il toto-discarica è sicuramente pronto a occupare lo spazio della cronaca nelle prossime settimane.
 

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