Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Rifiuti, presentato il nuovo piano: i rifiuti della Capitale a Roma o in provincia

Allargato l'Ato di competenza della Capitale: i rifiuti, che prima potevano ricadere tra Roma, Fiumicino e Ciampino, ora potranno andare anche in Provincia, a Paliano o ad Anagni

La giunta regionale del Lazio ha approvato il nuovo piano rifiuti della Regione Lazio. C'era grande attesa per capire dove sarebbero andati a finire i rifiuti di Roma, ma almeno per il momento il nodo è rimandato.

I RIFIUTI -  Di certo si sa che i rifiuti urbani della Capitale rimarranno sul territorio di Roma e della sua provincia. Il piano infatti ai sensi della normativa vigente individua un solo Ambito territoriale ottimale per la gestione dei rifiuti urbani, coincidente con l'intero territorio regionale, ma vengono individuati cinque sub-Ato entro i quali organizzare i servizi di raccolta di rifiuti urbani e garantire l'autosufficienza degli impianti di selezione (tmb) dei rifiuti urbani indifferenziati.

I SUB ATO - I sub ato corrispondono, con alcune distinzioni, ai territori provinciali avendo introdotto il principio di prossimità. Nella Provincia di Roma vengono inclusi i comuni di Paliano e Anagni ma senza Anzio e Nettuno che ricadono nel territorio di Latina.

"In questo modo - ha commentato l'assessore Pietro Di Paolo - contiamo di semplificare il sistema di raccolta e smaltimento, rendendolo piú efficace ed economico. Non ci sarà l'esodo dei rifiuti romani per il Lazio, quelli della capitale resteranno nel sub ambito di pertinenza".
 -  "Noi non vogliamo neanche immaginare che il Lazio si trovi per colpa della precedente amministrazione nella condizione in cui si trova oggi il presidente della Regione Campania Caldoro. Da oggi noi creiamo le condizioni perché questo non avvenga".

Alle accuse alla precedente amministrazione Marrazzo ha risposto il consigliere Parroncini: “La precedente amministrazione, come la chiama la presidente Polverini, è quella che è uscita dall’emergenza evitando che in questa regione si creasse la stessa situazione della Campania. Ha posto fine a un commissariamento iniziato nel 1999, proseguito allegramente per tutta l’epoca Storace e finito con l’approvazione del Piano sotto la Giunta di centrosinistra.  Tutto questo è scritto nel suo Piano Rifiuti.  La Polverini non legge neanche ciò che approva, indugia nelle chiacchiere e porta tasse”.

Così invece Massimiliano Iervolino dei Radicali: "La Giunta Polverini ha presentato non uno ma due piani sui rifiuti. Quello irrealizzabile stilato per tentare di fermare la procedura di infrazione dell’Unione Europea e quello reale che, nel migliore dei casi, permetterà alla Regione Lazio di non far la fine della Campania, ma nel quale non ci saranno sostanziali cambiamenti, se non in peggio, rispetto alla già nefasta gestione dell’Ex Presidente Marrazzo. A confermare la mia tesi è la quota, prevista dalla legge nazionale ed inserita nel piano, del 65% di raccolta differenziata entro il 2012 che, come tutti sanno, senza riforme strutturali sarà impossibile da raggiungere. Nella scrittura di un piano dei rifiuti la percentuale di differenziata è utile per calcolare tutto il resto, compreso il materiale da conferire in discarica, avere due percentuali così diverse di raccolta differenziata ha come diretta conseguenza avere due quantitativi completamente dissimili di materiale da buttare in discarica. E’ questo il motivo per cui, nel piano irrealizzabile, si potrà sostituire Malagrotta con discariche più piccole, invece in quello reale, dove la percentuale di differenziata non raggiungerà neanche il 40%, la discarica più grande d’Europa continuerà ad essere usata.
 

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