Piano regolatore, il Consiglio di Stato accoglie il ricorso del Comune

Il Piano era stato bocciato dal Tar, ma per Palazzo Spada la giunta Veltroni ha operato correttamente. La sentenza mette d'accordo tutti. L'ex assessore all'urbanistica Morassut: "Adesso bisogna avviare il Piano"

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Comune di Roma contro la decisione del Tar , che lo scorso 4 febbraio aveva annullato la parte del Piano regolatore della Capitale che fa riferimento allo strumento della perequazione. Nel dettaglio il piano di Veltroni stabilisce che il proprietario di un terreno può ottenere più superficie edificabile, donando una quota dello stesso al Comune che la usa per finalità di interesse pubblico oppure pagando una una somma che il Campidoglio deve destinare a riqualificare aree degradate. Secondo Palazzo Spada, infatti, tale parte del piano non costituisce un esproprio nel primo caso) e non è un'imposta (nel secondo caso), quindi è regolare.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno così commenta la sentenza: "Sono molto contento della sentenza del Consiglio di Stato perché ripristina il valore sociale e urbanistico del piano regolatore". "Il prg è discutibile per molti aspetti di scelte territoriali ma è capace di generare un grande valore per la città di circa 5 milioni di euro in termini di valorizzazioni", continua Alemanno. "La sentenza del Tar aveva messo in discussione, di fatto, l'interesse pubblico aiutando quello privato. Adesso è stata ripristinata l'importanza dell'interesse pubblico. Siamo incoraggiati a continuare sulla strada del fare valorizzazioni per far crescere la città e non per fare speculazioni", conclude il primo cittadino.

Positivo anche il giudizio dell'assessore capitolino all'Urbanistica, Marco Corsini: "Finisce una situazione di incertezza che non giovava al sistema e che aveva rallentato la nostra politica di attuazione del Prg in funzione dell' interesse pubblico". "Ringrazio il Consiglio di Stato per la sensibilità e la sollecitudine dimostrata nel dare una pronuncia rapida", conclude Corsini.

La sentenza è stata accolta con entusiasmo anche da Roberto Morassut, deputato del Pd e già assessore all'Urbanistica del Comune di Roma: "La sentenza conferma la correttezza delle procedure adottate, la linearità amministrativa e la piena legittimità degli strumenti operativi e normativi previsti dal nuovo piano relativi in particolare alla perequazione urbanistica cessione compensativa e al cosiddetto contributo straordinario". "Questa sentenza - continua Morassut - rende giustizia anche di tante polemiche e di tanti tentativi di delegittimazione e demolizione messi in opera più o meno esplicitamente dagli oppositori alla politica urbanistica che il Comune di Roma ha condotto tra il '95 e il 2008".

"Ora non ci sono più alibi e la Giunta Alemanno deve uscire dall'immobilismo e avviare il lavoro per attuare il Piano, a partire dalle parti di interesse pubblico: riqualificazione delle periferie, realizzazione delle opere pubbliche, politiche di qualità urbana e architettonica, valorizzazione storico-archeologica e ambientale. Il nuovo Prg coerentemente attuato è l'unico argine alla ripresa dell'abusivismo e l'unico vero strumento per costruire concretamente la città metropolitana di Roma", conclude il deputato del Pd.

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