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Immagine di repertorio

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Piano paesistico Regione Lazio, l'Aula approva il testo concordato con il ministero: "Dopo 23 anni un nuovo Ptpr"

Dopo tre giorni di discussione, con 33 voti favorevoli e 14 contrari, è arrivato il via libera al nuovo strumento che regola lo sviluppo del territorio

Con 33 voti favorevoli e 14 contrari il Consiglio del Lazio ha approvato il Piano territoriale paesistico regionale (Ptpr). E' la seconda volta, in questa legislatura, che l'assemblea della Pisana licenzia la delibera consiliare che contiene lo strumento urbanistico di tutela del paesaggio. 

La prima era avvenuta nell'agosto del 2019, ma quel Piano, dopo il ricorso del governo, non ha superato l'esame della Corte costituzionale: la delibera è stata bocciata perché non rispecchiava i requisiti previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, il codice Urbani, secondo il quale il Ptpr deve essere elaborato con il procedimento della copianificazione fra Regione e ministero della Cultura. 

Dopo la sentenza, dunque, si è riaperto il processo che ha portato all'accordo fra giunta regionale e ministero e al documento sottoposto all'attenzione del Consiglio. Un documento, per stessa ammissione dell'assessore all'Urbanistica, Massimiliano Valeriani, "blindato", visto che ogni modifica avrebbe riportato tutto alla casella di partenza. 

Infatti, in questi tre giorni, sono stati respinti dall'aula tutti gli emendamenti presentati dall'opposizione, in particolare dai gruppi Fratelli d'Italia e Lega. Proprio questo aspetto è stato al centro degli interventi dell'opposizione che hanno a più riprese sottolineato lo svilimento del ruolo del Consiglio. Di opposto parere la maggioranza e l'assessore Valeriani che hanno parlato di un "provvedimento che mette fine alla jungla esistente e dà certezze ai territori". 

La Regione fa sapere in una nota: "Rispetto al Piano adottato del 2007, viene ribadito che il nuovo Ptpr interviene solo sul territorio vincolato, come beni del patrimonio naturale, culturale e paesaggistico tutelati per legge, e si conferma che sostituisce completamente i precedenti Piani Territoriali Paesistici, dotando il Lazio di un unico strumento di gestione del territorio. Viene anche sancito che la sua rappresentazione è sulla base cartografica del 2014 ed è frutto della co-pianificazione con il Mibact avviata dal 2013".

Il Ptpr, inoltre, "riconosce la multifunzionalità nelle aree agricole, mentre per tutte le altre identità paesaggistiche vengono garantite chiarezza normativa e semplificazione amministrativa. In particolare, il nuovo Piano esclude la necessità dell’autorizzazione paesaggistica negli interventi volti al recupero e alla riqualificazione di aree compromesse o degradate, nelle opere di bonifica e ripristino ambientale, nei lavori di completamento e adeguamento dei servizi di urbanizzazione primaria e secondaria. Il nuovo Piano, quindi, rafforza i vincoli sui beni naturali e favorisce la trasparenza e la semplificazione per soddisfare la tutela dell’ambiente con lo sviluppo sostenibile del territorio".

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha commentato così: "Dopo 23 anni la Regione Lazio ha approvato il nuovo Ptpr, frutto della concertazione istituzionale e della collaborazione con gli enti locali e gli operatori del settore: i principi fondanti di questo strumento sono la semplificazione e la certezza delle norme per assicurare una maggiore trasparenza e una corretta gestione del territorio". 

L'assessore all'Urbanistica, Massimiliano Valeriani, ha affermato: "Sono stati superati i precedenti contrasti ed é stato possibile contemperare le diverse esigenze per consentire al Lazio di avere finalmente un efficace strumento di salvaguardia e pianificazione del territorio".

Per la consigliera M5S Gaia Pernarella, "l’approvazione del Ptpr è una grande occasione per ripristinare un equilibrio ed un ordine necessari e grazie anche alla co-pianificazione con il Mibact, si andrà avanti nella legalità e nel rispetto del nostro patrimonio paesaggistico. Un’occasione che attendevamo da tempo e che mette dei vincoli attraverso i quali non significa che nulla si possa fare, ma che  tutto debba avvenire all’interno del quadro normativo definito dal Piano”.

Per Marco Cacciatore, consigliere dei Verdi e presidente della commissione Urbanistica "si tratta di un risultato importante. La destra si è opposta in tutti i modi con la presentazione di sospensive, pregiudiziali e centinaia di emendamenti tutti all'insegna dello sviluppo incontrollato. Il voto dell'Aula va nella direzione opposta: quella di favorire la preservazione e la valorizzazione del paesaggio, come d'altronde impone la legge".

Attacca invece il capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Lazio, Orlando Angelo Tripodi: "Agricoltura, edilizia e comparti produttivi in ginocchio. Ecco altri vincoli ideologici. Nicola Zingaretti si vergogna e non ci mette neanche la faccia per giustificare l'ennesimo schiaffo al mondo produttivo con il Ptpr".

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