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“Piano Nomadi”, 13 campi autorizzati e non più di 6000 nomadi

A fronte degli attuali 100 insediamenti nomadi, di cui oltre 80 abusivi, 14 tollerati e 7 autorizzati, il "Piano Nomadi" predisposto dal Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, stabilisce per la città di Roma l'esistenza di soli 13 villaggi autorizzati ed una capienza massima complessiva e sostenibile di 6000 nomadi

Tra i primi interventi previsti la chiusura di 9 campi “tollerati”, a cominciare da quelli considerati ad alto tasso di pericolosità, Casilino 900, Tor de Cenci e la Martora, che verranno sgomberati per un 50% entro fine ottobre mentre per il secondo 50% entro il primo semestre del 2010, a seguire tutti gli altri, ovvero Baiardo, Foro Italico, Monachina, Arco di Travertino, Spellanzon, Sette Chiese,  Naide e Damete esclusi visto che sono stati chiusi lo scorso 27 luglio.

Oltre alla chiusura dei circa 80 insediamenti “abusivi” attualmente presenti nel territorio capitolino, il Piano prevede la ristrutturazione dei 7 campi “autorizzati”, Salone, Gordiani, Camping River, Candoni, i cui lavori ,come  perimetrazione dell’area, livellamento della sede stradale, adeguamento dell’ impianto idrico, fognario, elettrico, manutenzione delle unità abitative ed inserimento di eventuali nuovi container, sono già iniziati nelle scorse settimane e si prevede termineranno entro l’autunno, in ritardo solo Castel Romano, dove gli interventi partiranno tra agosto e settembre prossimo.

Se gli insediamenti autorizzati Nomentano-Cesarina e Lombroso verranno delocalizzati, ovvero spostati in nuove aree, ma sempre nello stesso Municipio (IV-XIX), i campi “tollerati”  Salviati, Ortolani e La Barbuta non chiuderanno ma verranno altresì ristrutturati per diventare “autorizzati”.

Una volta completati i lavori di chiusura e di ristrutturazione, inizierà il processo di ricollocazione delle persone nomadi aventi diritto nelle nuove aree oppure nei campi autorizzati, sulla base dell’ultimo censimento compiuto nel 2008 dalla Croce Rossa risultavano 2.200 gli abitanti negli insediamenti abusivi, 2736 nei tollerati e 2241 in quelli autorizzati, il lieve contrasto con quelli emersi durante la rilevazione effettuata tra gennaio e giugno 09 dalle Forze dell’Ordine, causa un 25% della popolazione nomade che si è resa irreperibile, i cui  posti lasciati liberi verranno ovviamente  destinati alla famiglie provenienti da campi abusivi sgomberati che saranno sottoposti ad interventi di recupero e bonifica.

All’interno di ciascuno dei 13 campi autorizzati della Capitale verranno realizzati dei presidi di vigilanza e socio-educativi, inoltre verrà consegnato ai nomadi aventi diritto il DAST ovvero un documento di autorizzazione allo stanziamento con validità massima di 4 anni che impegnerà il nomade al rispetto dei basilari principi di convivenza nel campo e al pagamento di  alcuni oneri.

Al momento “top secret”  risultano  la collocazione di eventuali nuovi villaggi che sarà decisa dal Prefetto in seguito,  probabilmente in aree ancora escluse da insediamenti autorizzati, al pari della “struttura di transito” che dovrebbe  accogliere 400 persone fisse e 200 in attesa di collocazione.    
     

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