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Immagine d'archivio

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Piano freddo, con il covid raddoppiate le richieste d'aiuto: "Il Comune non si è attivato, stessi posti del 2019"

L'appello a muoversi in fretta per ampliare la rete di accoglienza per i senza fissa dimora arriva da Sant'Egidio, dalle Acli di Roma e dai sindacati

Il piano freddo, così com'è, non basta. A dirlo forte e chiaro al Comune di Roma sono le associazioni di promozione sociale e enti benefici che operano sul territorio. "Purtroppo le persone in difficoltà sono aumentate in un numero considerevole - spiega Lidia Borzì, presidente delle Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiane) di Roma - e il Covid non ha solo colpito la salute fisica dei romani, ma anche alcuni delicati equilibri economici mettendo famiglie, anziani e giovani in una situazione di improvvisa povertà costringendoli a lasciare la propria casa andando a vivere in macchina o su un marciapiede". E la risposta del Campidoglio in questo senso non sembra sufficiente. 

"Lanciamo con urgenza un appello alle Istituzioni capitoline affinchè, per tempo, si metta in piedi un adeguato piano di emergenza per accogliere, in sicurezza, tutti coloro che sono senza fissa dimora" prosegue ancora Borzì. "E tutto questo coinvolgendo tutte le forze buona della città a partire dal volontariato e dalle organizzazioni sociali che ogni giorno si spendono in silenzio accanto ai più fragili". Stesso appello era arrivato ieri dal presidente della Comunità di Sant'Egidio Marco Impagliazzo, durante la presentazione della nuova edizione di "Dove mangiare, dormire, lavarsi",  265 pagine di indirizzi utili per chi vive per strada, meglio conosciuta come la "Guida Michelin dei poveri".

"Il covid ha aumentato due volte e mezzo in più le persone che hanno bisogno d'aiuto" ha spiegato Impagliazzo ai microfoni di RomaToday (qui il video servizio). "Ci preoccupa che il Comune di Roma non si sia attivato seriamente per dare risposte sul piano freddo. Ci sono gli stessi posti del 2019 quando non c'era il covid. Ci appelleremo al Prefetto per fare in modo che cordini gli enti locali nel reperire strutture utili, come le vecchie caserme o gli hotel rimasti vuoti". 

"Noi siamo pronti a fare la nostra parte - conclude poi Borzì - ma c'è bisogno, ora più che mai, che venga creata una rete stabile di speranza tra tutte le organizzazioni sociali capitoline che a vario titolo sostengono e accolgono quanti non hanno più un casa e un futuro. Il Campidoglio per questo, la casa dei romani, dovrebbe essere il legame tra tutti noi per fare ripartire la città, tutti insieme". 

Di posti letto per l'accoglienza dei senza fissa dimora aveva parlato proprio la sindaca Virginia Raggi, rivendicando le azioni messe in campo a riguardo. "L'impegno non si ferma per potenziare il sistema di accoglienza e inclusione sociale della città" aveva dichiarato due settimane fa riferendosi a un nuovo bando da 9 milioni di euro per 500 posti in più da aggiungere alla rete e un accordo quadro che, per la prima volta, è previsto di durata quadriennale.
La gara però è ancora da aggiudicare. E il problema sollevato dalle associazioni riguarda il presente.  

Si aggiunge alle polemiche anche la Cisl Roma Capitale Rieti. "Come ogni anno, purtroppo, arriva il freddo e il Comune di Roma si trova impreparato ad accogliere centinaia di senzatetto che vivono nella nostra città" si legge in una nota. "Con l'aggravante, quest'anno, dell'emergenza Covid e la necessità di dover gestire al meglio le strutture di accoglienza per evitare il diffondersi della pandemia tra operatori e ospiti. Per questo ci uniamo all'appello alle istituzioni lanciato in questi giorni dalla Caritas di Roma affinché venga approntato al più presto un Piano di emergenza per i mesi invernali". Poi l'appello al Prefetto: "Chiediamo con urgenza al prefetto di Roma Matteo Piantedosi, di aprire un tavolo interistituzionale per strutturare una risposta adeguata, sia come capienza letti sia come allestimento delle strutture nel pieno rispetto delle normative anti Covid, a tutela degli ospiti e degli operatori". 

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