Lazio senza piano energetico da 13 anni: due giorni per discuterne

Rinnovare il Piano Energetico tenendo conto dei nuovi obiettivi, esigenze e disponibilità della Regione: questo il senso della conferenza che ha visto numerosi contributi istituzionali e di associazioni

Due giorni per discutere del futuro del Lazio che da 13 anni non ha un nuovo Piano Energetico Ambientale. Dal 2001 però sono cambiate molte cose: un aumento dello sfruttamento dell'energia rinnovabile, (un 13% sul totale della produzione), una contrazione, dovuta alla crisi economica, dell' 1,4% dei consumi dell'energia elettrica e una diminuzione del 50% dell'utilizzo della benzina a favore di gasolio e Gpl. 

NECESSITÀ - La Regione ha bisogno di reti intelligenti, produzione rinnovabile e distribuita, autoproduzione e nuove forme sociali di aggregazione per l’acquisto delle commodities energetiche. "Molto ancora si può fare per la produzione di energia rinnovabile distribuita, semplificando le autorizzazioni per il solare termico e il fotovoltaico sui tetti, così come proporre obiettivi alti per gli edifici regionali e degli ospedali. Ma rimangono aperti dei temi su cui pensiamo si debba dare risposta ai cittadini, a cominciare dalla necessità di chiudere gli impianti maggiormente inquinanti per la produzione di energia, sempre meno necessari", ha specificato Cristiana Avenali, consigliera della Lista Per il Lazio 

PARTECIPANTI - Alla conferenza per discutere di un nuovo Piano Energetico Ambientale per la Regione Lazio hanno partecipato sia membri dell'amministrazione (tra cui Cristiana Avenali e Riccardo Valentini, rispettivamente consigliere regionale e capogruppo della lista Per il Lazio) e membri delle associazioni ambientaliste (tra cui il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, il vicepresidente della Regione Massimiliano Smeriglio, l’assessore alle Infrastrutture Fabio Refrigeri e il direttore di Greenpeace Giuseppe Onufrio). 

FONDI E OBIETTIVI - I fondi comunitari disponibili nei prossimi anni si aggirano intorno ai 2,7 miliardi di euro comprensivi di cofinanziamento nazionale e regionale, utilizzabili per attivare filiere produttive nuove.
Tenendo conto del tessuto economico si devono raggiungere gli obbiettivi che l'Europa chiede all'Italia: ridurre le emissioni di gas serra e far sì che la riduzione della CO2 sia accompagnata da una crescita della qualità della vita, dell’occupazione delle imprese, prevenendo o affrontando con trasparenza e correttezza i conflitti sociali. "Siamo già oggi dentro l'era dei cambiamenti climatici, come confermato dall'ultimo rapporto IPCC sugli impatti del clima.Il mondo si sta interrogando sul futuro del Pianeta e la necessità improcrastinabile di ridurre le emissioni di gas serra e passare velocemente ad una società a bassa intensità di carbonio. La nostra Regione - ricorda il capogruppo della lista Per il Lazio Riccardo Valentini - è seconda come PIL in Italia, e paragonabile alle economie europee di altri Paesi europei come Irlanda, Portogallo ed Ungheria. Deve saper esprimere una strategia energetica sostenibile e protagonista in Europa. Non possiamo proprio noi, la nostra Regione non stare al passo con i tempi e non essere protagonisti di un futuro sostenibile".

NOVITÀ - Si registrano molte novità inoltre rispetto agli anni passati: il consumo di energia elettrica è diminuito dell' 1,4% tra il 2011 e il 2012. Trend simili per quello che riguarda il petrolio, dove i consumi registrano un crollo  del 50% nell'utilizzo di benzina a favore dell'aumento di gasolio, il GPL ed i lubrificanti. Infine gli impianti termoelettrici tradizionali non sono più competitivi rispetto alle nuove pompe di riscaldamento: i vecchi impianti hanno funzionato in media solo per 2210 ore all'anno. 

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PASSI IN AVANTI - La Regione intanto ha già sottoscritto un accordo di programma con l’Enea per realizzare il nuovo piano energetico e ha lavorato sul tema degli acquisti verdi per la pubblica amministrazione (green pubblic procurament), e infine ha messo a bando nel settembre dello scorso anno 25 milioni per la riqualificazione degli edifici pubblici e 50 milioni per un fondo di promozione dell'efficienza energetica e della produzione di energia rinnovabile. 

"È evidente che tutto ciò non è sufficiente per accelerare la transizione energetica - concludono i due esponenti della Lista Per il Lazio - per questo abbiamo chiesto, durante il dibattito sulla legge di stabilità, che nel collegato venissero aumentati i fondi destinati alle energie sostenibili: rinnovabili, mobilità nuova, riqualificazione energetica. Serve poi un intervento deciso per l'innovazione delle reti di distribuzione perché possano rispondere alle esigenza della produzione diffusa".

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