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Piano Casa: guerra tra regione Lazio e Governo, Polverini furibonda

E' guerra aperta, ormai, tra Palazzo Chigi e la Regione, e il campo di battaglia è il Piano casa. Polverini: "Atteggiamento ostile da parte del governo Berlusconi"

Sul Piano Casa ormai lo scontro tra Regione Lazio e governo sta assumendo toni sempre più accesi: prima l'impugnazione parziale da parte del Consiglio dei ministri del provvedimento urbanistico presso la Consulta, su impulso del ministro ai Beni culturali Giancarlo Galan quindi le dimissioni in blocco dei 10 assessori pidiellini della giunta regionale e, quasi inutile dirlo, Renata Polverini è furiosa.

Ieri ha dichiarato decisa contro l'esecutivo nazionale: "Vedo in questo momento un atteggiamento ostile del governo Berlusconi nei confronti della Regione Lazio - afferma, affiancata dall'assessore all'Urbanistica Udc Luciano Ciocchetti e dal coordinatore laziale Pdl Vincenzo Piso - Ci difenderemo davanti alla Corte costituzionale, non c'è più terreno su cui mediare. Il Piano, con i tre punti che sono stati impugnati, non dà più quelle risposte alle famiglie. Così risponde quasi esclusivamente alle esigenze dei 'palazzinari' di Roma".

E sì, ammette, che segnali ce n'erano stati: il lungo botta e risposta con Galan, che già in agosto aveva sollevato obiezioni di costituzionalità su alcune norme. Ma, spiega, un Cdm che doveva dare risposte sulla crisi e che finisce solo con l'impugnazione del Piano del Lazio, è inaccettabile. "E' stato accanimento terapeutico, volevano scrivere loro il Piano. Oggi - aggiunge - non sono serena" neanche rispetto al Piano rifiuti. Teme nuovi stop da parte del Mibac: "Se il Lazio finirà come Napoli - sottolinea - non sarà colpa mia".

L'amarezza è tutta per Silvio Berlusconi: "Ieri - prosegue Polverini - avrebbe dovuto mostrare una sua posizione più ferma. Noi siamo stati sbeffeggiati dopo San Giovanni, ma alcuni di quei giuramenti li abbiamo infranti, il governo li ha bloccati". E va oltre: c'è "una cabina di regia che decide a quali Regioni si offrono opportunità, e il Lazio non è mai tra queste". Sciorina esempi di fondi mai sbloccati, provvedimenti al palo in attesa di una firma, e infine il Piano casa, dove, spiega l'assessore Ciocchetti, c'è persino un provvedimento pari pari al piano Marrazzo, ma che lo stesso governo Berlusconi allora non impugnò. "In questi mesi - conclude Polverini - ho detto quanto il governo ci abbia aiutato: oggi devo dire che ha fatto finta di aiutarci".

Perché il tema è politico, prima che amministrativo. Piso su questo calca la mano: "Questa vicenda é il paradigma di quello che non va nel rapporto tra gli enti locali e il Pdl, e in seno al partito". Roma deve pesare: "Alle ultime Europee - dice il deputato - il Pdl Lazio ha preso il 43%, siamo un 'core business' nel partito, ma non c'è corrispettivo nelle dinamiche di governo: basta vedere da dove vengono i ministri". E mentre dal Campidoglio il sindaco Gianni Alemanno assicura il "pieno appoggio" alla Regione, l'opposizione chiede in blocco le dimissioni della governatrice: le chiede il commissario Pd Lazio Vannino Chiti ("faccia un regalo ai cittadini, aggiunga le sue a quelle degli assessori"). Le chiedono i Verdi di Angelo Bonelli e il Sel, che parla di "giunta allo sbando" e "manifesto fallimento". Per il senatore romano dell'Idv Stefano Pedica, Galan ha dato "scacco matto alla regina". "Le dimissioni degli assessori - conclude il capogruppo Pd del Lazio Esterino Montino - sono la naturale conseguenza di un metodo di governo basato sull'arroganza, di uno sfilacciamento tra la presidente, il partito e la società civile. Sono al capolinea, uno spettacolo indecente".
 

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