Martedì, 22 Giugno 2021
Politica

Piano Casa: vertice Polverini-Alfano. Gli assessori del PdL rientrano in Giunta

Dopo l'incontro del Presidente della Regione Lazio Renata Polverini e i vertici del PdL, si è risolta con un lieto fine la "crisi del Piano Casa"

Dopo due giorni di tensione e quattro ore di confronto a porte chiuse tra Renata Polverini e i vertici del Popolo della Libertà, sembra essersi risolta la "crisi del Piano Casa". I dieci assessori dimissionari del PdL rientrano in Giunta ed è stato organizzato un tavolo di confronto politico permanente tra la Regione Lazio e il PdL nazionale per seguire il "sistema Lazio".

Lo scontro tra Renata Polverini e il Governo si era acceso dopo che il Consiglio dei Ministri, su impulso del resposabile dei Beni Culturali Giancarlo Galan, aveva impugnato parte del provvedimento urbanistico. Per protesta, dieci dei quindici assessori del Lazio avevano presentato le proprie dimissioni alla governatrice della Regione, che aveva quindi chiesto un incontro con i vertici del partito. Nel corso dell'incontro il Segretario di partito Angelino Alfano ha ribadito agli assessori dimissionari la "piena fiducia" e ha chiesto loro di tornare a "riprendere l'ottimo lavoro fin qui svolto nella Giunta regionale". Soddisfatta Renata Polverini: "Alfano ha riconosciuto che c'è un 'sistema Lazio' importante, che sta lavorando bene intorno alla Giunta, e che il Piano Casa è uno dei punti qualificanti non soltanto dell'azione della Regione ma anche di quella del Governo Berlusconi".

Tuttavia, sebbene la legge regionale sia pienamente in vigore, l'impugnativa segue il suo iter: "Sarà mia cura confrontarmi con il Ministro Fitto – ha spiegato Renata Polverini – e in sede istituzionale cercheremo di capire se c'è ancora una soluzione. Se così non è, noi ribadiremo la nostra posizione e ci difenderemo davanti alla Consulta". Ma Giancarlo Galan non cede: nel testo, ha dichiarato ad Affaritaliani.it, "il Lazio ha messo dentro darsene e impianti sciistici. Io non rispondo agli attacchi personali. La reazione del PdL? Forse c'è dell'altro, ma io non posso far finta di niente se un Presidente di Regione è prepotente. Sarà la Consulta a decidere sulla legittimità".

La partita della Corte, dunque, resta ancora aperta, mentre la questione politica sembra essersi ricomposta. Renata Polverini, che aveva definito "ostile" il Governo, ha apprezzato le risposte date da Alfano durante l'incontro di ieri: "Le dimissioni degli assessori sono state un atto forte ed efficace, e il tavolo servirà anche a evitare che si possano ripetere situazioni come quelle che abbiamo subito quest'anno". Meno ottimista il leader dell'Udc Pierferdinando Casini: "Il governo non ama Roma, è a trazione leghista: la Regione Lazio è stata lasciata sola con se stessa e la Polverini ne deve prendere atto prima che sia troppo tardi". Per Luigi Nieri di Sinistra Ecologia e Libertà si è trattata di una "farsa annunciata", mentre Vincenzio Maruccio dell'Italia dei Valori l'ha definita "una montagna che partorisce un topolino, perché l'incostituzionalità del Piano resta". "Voleva essere una tragedia greca – ha commentato il capogruppo del Partito Democratico Esterino Montino – si è rivelata una farsetta di modestissimo conio, finita con un buffetto sulle guance e un 'siete bravi'. La crisi continua e il Lazio resta ostaggio delle guerre interne al PdL". (Fonte Ansa)

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