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Venerdì, 12 Aprile 2024
Politica

Troppe delibere da votare, il piano casa rischia di slittare: i sindacati si appellano alla maggioranza

Se l'assemblea capitolina dovesse seguire la tabella di marcia senza dare alcuna priorità, il documento sull'emergenza abitativa rischierebbe di arrivare a settembre: "C'è preoccupazione perché le azioni dell'amministrazione non si vedono" accusano i sindacati

Che fine ha fatto il Piano casa di cui tanto si è discusso e si continua a discutere, a dir la verità più fuori che dentro i palazzi del potere romano? E' in attesa di passare il vaglio della giunta Gualtieri e poi di approdare in assemblea capitolina. Fin qui nessuna notizia, perché è l'iter previsto. Il problema è che maggioranza e opposizione sono incagliate e neanche con due sedute a settimana riescono a smaltire la quantità di delibere in sospeso, moltissime relative a pareri su debiti fuori bilancio. E c'è anche il rendiconto 2022 nell'immediato. Questo, se i tempi seguiti fossero quelli "normali" - tenendo conto di ponti e ferie estive - significherebbe vedere approvato il Piano più o meno a settembre. E nel frattempo gli sfratti continuano ad essere quotidiani e l'emergenza abitativa a mordere la fascia più fragile della popolazione. Così i sindacati si sono appellati ai capigruppo di maggioranza.

La macchina capitolina tiene in "ostaggio" la delibera sul Piano Casa

Un Piano Casa soffocato dalla lentezza della macchina amministrativa, dai numeri legali che cadono, dalle priorità che si accumulano quotidianamente, significherebbe rimandare decisioni fondamentali per il futuro delle politiche abitative di Roma. Per questo alcuni sindacati che si occupano di inquilini (tutti tranne Asia, in sostanza) si sono rivolti direttamente ai capigruppo della maggioranza di centrosinistra chiedendo un cambio di passo: "I necessari provvedimenti marcano il passo - scrivono in una lettera aperta - e siamo fortemente preoccupati". 

La lettera dei sindacati ai capigruppo di maggioranza

Unione Inquilini, Sunia, Sicet e UniatAps come spesso accade in questi casi hanno unito le forze e si sono rivolti a Valeria Baglio (Pd), Giorgio Trabucco (Civica Gualtieri), Giovanni Caudo (Roma Futura), Alessandro Luparelli (SCE) e Paolo Ciani (Demos). La richiesta è quella di velocizzare l'iter, mettere il Piano Casa nella short-list delle priorità dei lavori d'aula: "L'emergenza casa è drammatica - si legge nella lettera - ma passi avanti non se ne registrano e i ritardi si fanno sempre più evidenti e colpevoli". L'affaire-Zevi, cioè le chat WhatsApp con i movimenti per la casa rese parzialmente pubbliche da una trasmissione Mediaset, non hanno certamente aiutato, tra richieste di dimissioni rivolte all'assessore alla casa e al presidente della commissione Trombetti da parte delle opposizioni, richieste di consigli straordinari, esposti in Procura e alla Corte dei Conti, commissioni trasparenza. 

I tempi di approvazione del Piano

"Registriamo con allarme che il tanto auspicato 'Piano Casa' - rimarcano le sigle sindacali romane - contenitore e cornice ideale di provvedimenti e delibere attuative che si devono necessariamente ad esso rifare, è fermo al palo ed è oggetto di attacchi continui e distorsioni evidenti sia del suo significato sia del contenuto. Così non si può andare avanti - concludono i sindacalisti - dobbiamo uscire da questo stato di stallo e incidere un deciso cambio di passo dando risposte concrete e di lungo termine alle persone che da tanto, troppo tempo aspettano". Da quanto è possibile apprendere, il documento è in procinto di arrivare in giunta - dopo aver superato una prima analisi, la cosiddetta "pregiunta" - e nelle prossime settimane approderà in assemblea: all'inizio della prima settimana di maggio, sostiene qualcuno. Forse addirittura prima della delibera sul nuovo stadio della Roma. 

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