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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica

Piani di zona, il Consiglio di stato conferma: "I fondi pubblici vanno sottratti dal prezzo finale"

Rigettati gli appelli dei costruttori contro il provvedimenti di Roma Capitale. Asia Usb: "Ristabiliti i principi dell'edilizia agevolata"

I finanziamenti pubblici per l'edilizia agevolata vanno sottratti dal costo di costruzione e, di conseguenza, dai prezzi dei canoni per gli affittuari. Lo ha ribadito il Consiglio di Stato che, a novembre, con cinque diverse pronunce, ha rigettato altrettanti appelli avanzati da cooperative e società costruttrici contro i provvedimenti di Roma Capitale, che avevano ricalcolato il prezzo massimo di cessione per questi immobili sottraendo i fondi erogati dalla Regione Lazio.

Tutto era partito anni fa da una serie di denunce avanzate dal sindacato Asia Usb e dagli inquilini, rappresentati e difesi dall'avvocato Vincenzo Perticaro. Ne erano scaturiti una serie di controlli che avevano portato Roma Capitale a rideterminare, al ribasso, i prezzi massimi di cessione. Molti costruttori hanno avanzato ricorso al Tar e poi appello al Consiglio di Stato. Le sentenze di novembre erano state anticipate da altre due pronunce simili, emesse nei mesi scorsi. 

"Nelle motivazioni delle citate sentenze è stato ribadito il principio di diritto per cui vi era e vi è il preciso obbligo per i costruttori/concessionari di scomputare il finanziamento pubblico dal costo di costruzione", scrive Asia Usb in una nota, "atteso che gli unici soggetti che possono godere dei benefici previsti dai programmi di edilizia agevolata sono e saranno sempre i cittadini. Dopo anni di dura battaglia per ridare la funzione pubblica all’edilizia agevolata a Roma e non solo, vengono ristabiliti i principi per cui sono nati i piani di zona".

Per il sindacato le sentenze rendono obbligatorio per i costruttori e per i concessionari l'applicazione dei prezzi massimi di cessione individuati da Roma Capitale, applicazione che deve partire dalla data di sottoscrizione del contratto. Quanto versato in più dagli inquilini in questi anni, inoltre, va restituito. Arretrati, aggiunge il sindacato, "che devono essere comprensivi degli interessi maturati, illegittimamente pretesi dai costruttori".

Per l'avvocato Vincenzo Perticaro le sentenze "mettono un punto fermo a questa vicenda. I costruttori che ancora oggi non hanno decurtato dal prezzo massimo di cessione i finanziamenti pubblici si dovranno adeguare. Molta gente vedrà ridursi le locazioni del 20, 30 o anche del 40 per cento a tutto vantaggio degli inquilini e delle istituzioni che hanno investito denaro pubblico e non più verso i costruttori che ci hanno speculato".

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