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Petrocchi: "Dal 30 giugno al 1 luglio a Vicovaro riunione dei non garantiti del Pdl"

Prosegue la rivolta dei non garantiti, iniziativa promossa dall’associazione Eurota sul territorio di Roma e Provincia

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

“Prosegue “la rivolta dei non garantiti”, iniziativa promossa dall’associazione Eurota sul territorio di Roma e Provincia. Dalle 9,30 di sabato 30 giugno alle 17,00 di domenica 1 luglio, presso l’Oasi francescana di Vicovaro, si terrà il campo quadri Eurota, la due giorni dei nongarantiti del PdL.

È giunto il momento di dire basta a sperperi e privilegi. Aboliamo i vitalizi dei politici da subito, riduciamo gli stipendi dei mega dirigenti pubblici, riduciamo gli importi delle baby pensioni erogate e con quanto risparmiato creiamo un fondo straordinario di sviluppo e solidarietà nazionale a favore del nuovo precariato italiano: famiglie, giovani e piccoli imprenditori”. È quanto dichiara, in una nota, il Presidente dell'associazione Eurota e consigliere provinciale del PdL di Roma Francesco Petrocchi, che prosegue: “Sabato 30 giugno si apriranno i lavori delle commissioni che si occupano di territorio, cultura, turismo, lavoro, urbanistica ed infrastrutture. Alle 16,30 il Senatore del PdL Andrea Augello e l’europarlamentare PdL Roberta Angelilli interverranno analizzando le proposte delle commissioni, mentre domenica 1 luglio alle ore 11,00 Santo Pelliccia, reduce di El Alamein ed Alberto Torregiani, figlio di Pierluigi Torregiani, il gioielliere ucciso per mano di Cesare Battisti, prenderanno parte alla tavola rotonda “L’Italia degli Esempi”. In più, pranzi e cene comunitarie, visite e passeggiate, assemblee giovanili e degustazioni enogastronomiche renderanno ancora più piacevole la due giorni dei nongarantiti.

Crediamo che – prosegue il consigliere provinciale del PdL Francesco Petrocchi – in una fase di crisi come questa, non possa esistere il dogma della intoccabilità dei “diritti acquisiti”. Il prezzo della crisi deve essere pagato da ciascuno in proporzione al ruolo istituzionale che ricopre e a ciò che possiede, ma anche a ciò che ha ricevuto dalle opportunità che l'Italia ha offerto fino ad ora. In virtù del principio di equità e solidarietà nazionale rifiutiamo l'idea che la crisi possa accanirsi soprattutto su chi, giovani e precari a diverso titolo, si ritrovi oggi, per colpa di errori commessi in passato da altri, non solo a non aver “acquisito diritti”, ma neanche speranze. La crisi non può colpire sempre e solo i più deboli”.
 

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