rotate-mobile
Politica

Peste suina africana: la regione lancia il piano per contenere i cinghiali e debellare il virus

Catture e controlli come strumenti principali per sconfiggere l'infezione

La peste suina africana non è stata debellata. Dalla comparsa del primo caso nella Capitale, ad oggi, sono trascorsi sette mesi. Durante questo periodo si sono succedute ordinanze, prima della regione e poi del commissario governativo, che hanno contribuito a disegnare la mappa delle zone attenzionate, progressivamente aggiornate. Al tempo stesso sono state diffuse le misure che, in quel momento, erano ritenute necessarie per contrastare la diffusione del fenomeno.

Dal contenimento all'eradicazione

Ora la regione Lazio ha presentato un vero e proprio “piano” con l’intento di superare il semplice “contenimento” per passare ad un obiettivo superiore: “eradicare” la peste suina africana dal territorio.“La strategia del piano”, si legge nel documento approvato lo scorso 30 novembre dalla giunta Zingaretti, “consiste nel rafforzare la barriera del GRA, attraverso la chiusura dei varchi per il contenimento della zona infetta (la zona II ndr)”. Ovviamente per perseguire questo obiettivo, bisogna prima far funzionare tutta una serie di altre misure, in parte già avviate, che avevano come principale finalità il contenimento del contagio.

L'ampliamento della zona infetta (zona II)

Perché dentro il raccordo? Perché la maggior parte degli ungulati contagiati dal virus, 46 su 48, sono stati rinvenuti all’interno del Raccordo Anulare. Vero è che, un paio di esemplari, sono stati trovati a fine maggio nella zona esterna, a Labaro. Motivo per cui l’iniziale perimetrazione, che era tutta interna al raccordo, è stata ampliata dal commissario straordinario Angelo Ferrari che, lo scorso 18 maggio, ha spiegato di averlo dovuto fare includendo “un grosso spicchio a Nord, oltre il Raccordo”.

Peste suina africana casi positivi tabella

Le prime misure prese in emergenza

Cosa fare?  Il piano appena approvato in giunta passa in rassegna le varie fasi che hanno caratterizzato l’azione di contrasto alla peste suina africana. Inizialmente, in un contesto caratterizzato dalla prima emergenza, si è provveduto a vietare la caccia ed ogni forma di attività all’aperto nella zona di circolazione del virus che, vale sempre la pena ricordare, non è trasmissibile all’uomo. L’essere umano però può esserne un vettore ed è per questo che la sua presenza, nelle aree di contagio, era stata scoraggiata. In quella fase le autorità hanno provveduto alla ricerca sistematica delle carcasse ed alla loro rimozione. Già in questa prima fase è avvenuta la chiusura dei varchi che era possibile interdire del raccordo anulare. Altro provvedimento importante è stato quello che ha previsto il “depopolamento delle aziende suinicole all’interno delle zone di restrizione I (allevamenti famigliari) e II (tutte le categorie).

Le catture: uno strumento ancora valido

La fase due, nel contrasto alla PSA, ha previsto una serie di misure (ancora in corso di applicazione) che mirano a ridurre la presenza di cinghiali dentro il raccordo anulare. Per farlo , oltre a raccomandare una “corretta gestione dei rifiuti urbani”, l’amministrazione confida sulla cattura, che deve avvenire attraverso la predisposizione di gabbie e chiusini (in grado di catturare più esemplari). Le catture sono però previste anche fuori dal GRA “per ridurre l’abbondanza delle popolazioni di cinghiali” si legge nel piano. Va rilevato che anche in questa seconda fase prosegue la ricerca di carcasse, soprattutto nelle aree esterne boschive prossime al GRA. 

Le misure per estirpare il virus

La terza fase è quella che si sposa con il piano appena approvato e prevede, come obiettivo, il passaggio dal contenimento all’eradicazione dell’infezione. A partire dal prossimo febbraio marzo, quindi, nell’area di circolazione del virus, è prevista la ricerca attiva delle carcasse, per ridurre l’indiretta esposizione anche dei nuovi nati, Va inoltre revisionata la zona infetta, sulla base delle evidenze epidemiologiche e va, non meno importante, valutata la densità dei cinghiali nelle aree recintate ed in quelle confinanti. 
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Peste suina africana: la regione lancia il piano per contenere i cinghiali e debellare il virus

RomaToday è in caricamento