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Domenica, 23 Gennaio 2022
Politica Malagrotta

Malagrotta, il ministro Costa: "Valuterò se applicare il daspo ambientale"

Il deputato Vignaroli: "La Regione metta in sicurezza la discarica"

"Seguirò con attenzione per capire la gravità dell'aggressione ambientale perpetrata al territorio e ai cittadini. Casi come questo sono proprio quelli in cui si potrebbe applicare il daspo ambientale". Parla il ministro all'Ambiente Sergio Costa sull'esito dell'operazione che questa mattina ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 6 persone per traffico di rifiuti e associazione a delinquere e al sequestro di 190 milioni di euro alle società che hanno gestito la discarica di Malagrotta. 

"Ringraziamo la procura della Repubblica di Roma, i Carabinieri Forestali e del Noe per l'importante attività investigativa su Malagrotta che ha gettato le basi per creare un percorso di risanamento in una zona già così martoriata" ha scritto Costa in una nota. Poi, ipotizzando l'applicazione del cosiddetto 'daspo ambientale' ha commentato: "Chi inquina i territori non deve tornarci più". 

Esulta anche la sindaca Virginia Raggi che su Twitter ha scritto: "Mai più Malagrotta. Oggi sequestrati 190 milioni di euro alle società che hanno gestito la discarica. Grazie a Procura della Repubblica di Roma, Dda, Carabinieri, Noe per l'indagine sul 'traffico illecito di rifiuti'. L'era Cerroni è finita".

L'inchiesta, ha spiegato il capogruppo M5S in commissione Ambiente alla Camera, Stefano Vignaroli, originario dell'area di Malagrotta "arriva a valle di un nostro esposto di due anni fa e dell'impegno incessante profuso insieme ai comitati locali" ha spiegato. "Sono anni che denunciamo le irregolarità e gli sversamenti illegali di percolato nella discarica di Malagrotta". Poi chiama in causa la Regione: "Eppure la Regione Lazio, che ne ha la competenza, potrebbe e dovrebbe intervenire facendo mettere in sicurezza in maniera permanente l'impianto con un sistema di impermeabilizzazione tramite capping. I cittadini di quell'area meritano che d'ora in poi sulla ex discarica di Roma si scrivano solo pagine di bonifica e ritorno alla normalità, anche grazie all'uso di parte dei 190 milioni sequestrati oggi". 

Il Codacons ha invece annunciato che si costituirà parte offesa. "Interverremo nell'indagine nella doppia veste di associazione ambientalista e di ente rappresentativo degli interessi degli utenti" spiega il presidente Carlo Rienzi. "Ci troviamo infatti di fronte ad una situazione che, purtroppo, coinvolge in modo diretto la salute dei cittadini, considerato che il Gip ha parlato esplicitamente di inquinamento delle falde acquifere. Siamo pronti ad avanzare migliaia di richieste risarcitorie contro i responsabili della contaminazione delle acque".

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