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Domenica, 25 Febbraio 2024

L'opinione

Valerio Valeri

Giornalista

Perché la direttiva di Gualtieri sulla residenza agli occupanti non è un "liberi tutti" ma un atto di umanità

Il Campidoglio riconosce un diritto a chi vive in emergenza, ma ciò non significa che i "furbetti" non verranno sgomberati. E basta ipocrisie sugli allacci alle utenze: gli occupanti lo fanno abusivamente se non glielo si permette legalmente

La deroga all'articolo 5 del decreto Renzi-Lupi del 2014, contenuta nella direttiva numero 1 del 2022 firmata il 4 novembre, è un atto di umanità e soprattutto è l'applicazione di un diritto. Se ne faccia una ragione chi ha subito gridato allo scandalo accusando il sindaco Roberto Gualtieri di porgere l'altra guancia agli abusivi, dando via libera a nuove occupazioni. Non è così. Permettere di iscrivere la residenza negli alloggi occupati, significa evitare situazioni di degrado e pericoli di natura igienico-sanitaria che altrimenti vedrebbero coinvolte migliaia di persone in emergenza abitativa. 

Cosa significa non avere la residenza per chi è in emergenza abitativa

Non avere una residenza, infatti, significa non poter accedere a una serie di servizi basilari: dalla richiesta del medico di base alla possibilità di aprire un conto corrente e quindi essere regolarizzati dal punto di vista lavorativo. Ma anche non poter allacciare le utenze di luce, gas e acqua. Sappiamo tutti, tra l'altro, che su questo aspetto chi occupa tendenzialmente non si fa intimidire e si allaccia o ai vicini o alle cabine in strada. Storico rimarrà l'episodio dell'Elemosiniere del Papa che a maggio 2019 andò a riattaccare la luce al palazzo di Spin Time all'Esquilino, occupato sei anni prima da Action. Va da sè che concedere a chi è in stato di occupazione la possibilità di sottoscrivere un contratto come si deve riduce molti rischi di ordine pubblico e sicurezza.

In 8 anni il decreto Renzi-Lupi non ha certo frenato le occupazioni abusive

Vorrei poi chiedere a chi i scaglia contro la direttiva, se ha notizia di occupazioni di immobili sventate grazie al decreto di 8 anni fa. Davvero pensate che qualche famiglia di disperati, senza un tetto sulla testa, si sia preoccupata dell'impossibilità di avere la residenza a causa di un decreto del quale, probabilmente, ignorava anche l'esistenza? Adesso, invece, proprio grazie alla direttiva di Gualtieri, il Comune avrà maggiore contezza di chi vive nelle occupazioni, procedendo con molta più semplicità ad un censimento altrimenti molto indietro. 

Ora chi prende la residenza può ambire alla casa popolare

E come ultima, ma non meno importante conseguenza della direttiva, c'è quella della possibilità di fare domanda per un alloggio popolare. Chi vive in un'occupazione si vede questa alternativa preclusa, ma ottenendo una residenza e documenti aggiornati può farlo. E in caso di fragilità (anziani, persone disabili, figli minori a carico) un nucleo familiare numeroso potrebbe ritrovarsi tra le prime posizioni. Insomma, un cambio di prospettiva non indifferente. Il tutto senza voler premiare i "furbetti": loro, alla fine, verranno sgomberati. E l'alloggio popolare, se non ne hanno diritto, non lo avranno. 

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