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Lunedì, 5 Dicembre 2022
Politica

Per Gualtieri arriva la grana Zètema: i lavoratori della partecipata in stato di agitazione

I lavoratori e le lavoratrici dei Musei ed Aree Archeologiche Monumentali è stato di agitazione. A proclamarlo la Fp Cgil: “Mancate assunzioni e nessuna valorizzazione del personale”

Dopo il caos del servizio per il trasporto degli alunni disabili e il prossimo sciopero del personale di Ama e delle società in appalto che rischia di far rimanere montagne di rifiuti per le strade di Roma, per il neosindaco Roberto Gualtieri si apre un altro fronte infuocato: quello di Zètema, la partecipata del Comune che si occupa della gestione di attività volte a valorizzare i beni artistici e culturali in ambito cittadino e nazionale. 

I lavoratori di Zètema in stato di agitazione

Le lavoratrici e i lavoratori dei Musei ed Aree Archeologiche Monumentali sono in stato di agitazione. A proclamarlo la Fp Cgil. Tra le criticità evidenziate dal sindacato gli impegni disattesi sulla pianta organica e sul piano assunzionale, necessario per integrare le uscite e coprire le postazioni previste come il contratto di servizio con Roma Capitale richiede.

“L’ultima integrazione di personale per i servizi di assistenza in sala e biglietteria risale al 2011 e l’attività di accoglienza e assistenza del sistema museale e monumentale cittadino è di fatto affidata a personale esternalizzato, mentre - sottolinea la Fp Cgil - il contratto di servizio con Roma Capitale prevede l’utilizzo esclusivo di personale con CCNL Federculture, per la copertura delle postazioni dedicate alla gestione dei servizi al pubblico. Piuttosto che dare risposte ai lavoratori part time, disposti ad aumentare il proprio orario di lavoro, o a fare ricorso ad altro personale interno, si preferisce da una parte esternalizzare, dall’altra chiedere al personale in organico prestazioni straordinarie, oltre i livelli normativi e contrattuali”. 

Il sindacato chiede protocollo di sicurezza per i lavoratori Zètema

Il sindacato rivendica poi un protocollo di sicurezza e il rispetto di tutte le misure a tutela della salute dei lavoratori che comunque hanno continuato a presidiare le sedi anche durante la pandemia. 

“Sono tre anni che i lavoratori e le lavoratrici aspettano aumenti orari e un serio piano di valorizzazione del proprio lavoro: l’azienda, dietro lo spettro della crisi economica, ha negato ogni corretto e produttivo confronto mentre ha continuato ad attivare consulenze a supporto della dirigenza, dal marketing al personale, spendendo solo nell’ultimo anno 250 mila euro. Si sceglie invece unilateralmente di ridurre il premio di produzione a 500 euro, con circa 160 euro in meno rispetto all’anno precedente”. Per fermare questa scelta, i primi giorni di novembre il sindacato ha indetto un referendum tra i lavoratori.  

Poi l’appello alla nuova amministrazione comunale affinchè inserisca Zètema tra le priorità da affrontare, “un ambito - sottolineano dalla Fp Cgil - che tocca un delicato e fondamentale settore per la ripartenza di questa città”. Il Comune, è l'esortazione, “spinga la società a rispettare gli accordi sottoscritti come ad avviare un corretto confronto, partendo da assunzioni, sicurezza, superamento del precariato. Auspichiamo maggiore lungimiranza e maggiore rispetto del lavoro, per portare fuori dall’opacità la gestione del personale di una delle più importanti partecipate capitoline”. 
 

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