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A24, il tronchetto dell'infelicità per 260.000 romani: l'eliminazione del pedaggio salta, l'ingiustizia resta

Da numerosi quartieri si continuerà a pagare per entrare a Roma. Nel vuoto le promesse di Gualtieri. Ma perché questo destino per 260.000 romani? E, soprattutto, cosa manca per eliminarlo?

“Chi siete? Cosa fate? Cosa portate? Sì, ma quanti siete? Un fiorino”. Le parole dell’anziano doganiere nel film ‘Non ci resta che piangere’ sono diventate negli anni un cult del cinema italiano. La scena in cui due malcapitati avventurieri, interpretati da Massimo Troisi e Roberto Benigni, sono invitati a pagare un ‘fiorino’ ad ogni passaggio, ricorda molto la scena di un residente tipo di Roma Est ad uno dei caselli della A24 nel tratto urbano. Certo in questo caso la scena è molto meno divertente, in quanto  reale e costosa, ma anche lui, come i due attori, paga per raggiungere il centro della città in cui è residente e dove paga le tasse.

I romani pagano per muoversi dentro Roma

Ogni giorno questo destino è comune ad oltre 260mila romani che, per uscire o rientrare nel proprio quartiere di residenza, sono costretti a pagare un pedaggio autostradale per entrare a Roma. E' il 2007 l'anno in cui è iniziato il pagamento del pedaggio: una tariffa, a quei tempi di 80 centesimi - da Ponte di Nona - diventata oggi di 1.30 centesimi.

Tre i caselli incriminati, posizionati lungo quello che è definito il "tronchetto urbano dell'A24". In ordine di arrivo in città troviamo Lunghezza, Ponte di Nona e Settecamini, porte di accesso ad una strada degna di tal nome per i migliaia di residenti nei quartieri di Corcolle, Castelverde, Villaggio Prenestino, Ponte di Nona Villaggio Falcone. E ancora Settecamini, Case Rosse, Casale Caletto, tutti quartieri di Roma, dove si sceglie il sindaco di Roma e dove si versano, come fanno tutti i romani, le tasse al comune di Roma. In aggiunta devono pagare anche un obolo per muoversi nello stesso comune. Attraverso il casello di Settecamini, posizionato a poco più di dieci chilometri di distanza da quello di Lunghezza, transitano altre migliaia di veicoli: da qui passano residenti del IV e del V Municipio oltre che camion e furgoni diretti al Centro Agro Alimentare di Roma (via della Tenuta del Cavaliere) che più volte lo ha definito 'accanimento tariffario premeditato'.

L’alternativa va detto esiste ed è la via Collatina, ma si tratta di una strada definita più volte ‘una trappola’ in cui il traffico si paralizza con centinaia di migliaia di veicoli provenienti da un intero quadrante, moltiplicando, quando va bene, per 4 i famosi 15 minuti di Roberto Gualtieri.

Le promesse ai cittadini in campagna elettorale

I cittadini da anni chiedono l'eliminazione del pedaggio nel 'tronchetto urbano' e le migliaia di residenti di Roma Est pensavano la soluzione fosse stata finalmente trovata. Una speranza accresciuta soprattutto dalle promesse fatte in campagna elettorale dai candidati sindaco. Tutti i candidati, chi in un modo, chi in un altro, hanno garantito l’eliminazione del pedaggio, mostrandosi tutti abbastanza indignati dal fatto che dei romani dovessero pagare per circolare a Roma. Lo hanno fatto Michetti e Calenda (qui la notizia), Raggi e Gualtieri. Gli ultimi due, la sindaca uscente e colui che sarebbe diventato sindaco dopo poco, hanno anche dibattuto per contendersi i meriti della futura eliminazione. Roberto Gualtieri durante il mese di luglio, in visita a Settecamini, ha annunciato al quartiere un regalo: l’eliminazione del pedaggio nel tratto urbano della A24.

L'emendamento scompare dal DL Infrastrutture: migliaia di romani delusi

Ma proprio nei giorni in cui Gualtieri si insediava in Campidoglio, dal decreto legge Infrastrutture è sparito l'emendamento sull'eliminazione del pedaggio con buona pace di quanti avevano creduto che finalmente chi vive a Roma Est avrebbe avuto gli stessi diritti di chi vive a Roma Sud, pagando le stesse tasse. Che cosa è successo in Aula? Lo abbiamo chiesto a Roberto Morassut che a RomaToday  ha spiegato: “Per il momento, il governo ha ritenuto di dare parere contrario all’emendamento che avevo presentato con altri colleghi del Pd e che prevedeva l’eliminazione del pedaggio per i residenti nel Comune di Roma per il tratto di autostrada interna al Comune. La motivazione del parere è in un problema di copertura finanziaria. Tuttavia, poiché riteniamo ingiusta l’attuale condizione, continueremo a batterci per ottenere questo risultato trovando le soluzioni tecniche e finanziarie migliori per ottenerlo”.

"Gualtieri ha iniziato male, anzi malissimo"

La mancata approvazione dell'emendamento ha suscitato numerose polemiche tra gli abitanti della zona Est di Roma. Danilo Proietti, residente a Corcolle che durante la visita di Gualteri in quartiere aveva strappato la promessa dell'eliminazione del pedaggio. ha commentato: “Ogni cittadino di Roma Est spende in media 800€ l'anno di autostrada per andare e tornare da lavoro. Dire di lasciare la macchina a casa, di fare altre strade consolari gratuite come via Prenestina o via Collatina vorrebbe dire fare un tragitto minimo di un'ora con la macchina e un'ora e mezza con il servizio pubblico. Alla faccia della città dei 15 minuti. L'emendamento, presentato da alcuni deputati, è stato bocciato dal Governo. Gualtieri ha iniziato male, anzi malissimo. E qui non facciamo sconti a nessuno, soprattutto quando c'è un video a testimonianza della promessa mancata”. Rabbia anche dal comitato di quartiere di Nuova Ponte di Nona, preoccupato per i prossimi imminenti aumenti anche delle materie prime: “Questo pedaggio è un problema per i cittadini. Non vediamo luce” ha detto Dario Musolino, presidente del comitato di quartiere. 

Cosa serve per togliere il pedaggio?

Eliminare il pedaggio, dunque, è possibile. Al di là delle promesse elettorali, la legge era pronta, ma è mancata la volontà politica. E lo conferma anche Strada dei Parchi interpellata da RomaToday: "Una soluzione era stata trovata e proposta con gli emendamenti bocciati dal Governo nel DL Infrastrutture. Non avendo individuato fondi a copertura nel Bilancio statale, la proponente di quegli emendamenti proponeva di autorizzare il concedente a versare meno di quanto dovuto annualmente ad ANAS per coprire i mancati incassi dai pedaggi persi.  Ma la proposta è stata bocciata e soluzioni alternative il Governo non le ha date”.

Proviamo a inserire altri tasselli fornendo numeri e cifre. Le tratte da sottoporre a pedaggio e relative tariffe per ogni tratta non sono stabilite dalla società concessionaria, che gestisce l’autostrada, ma dal proprietario, che è lo Stato e che incassa 57 centesimi per ogni euro di pedaggio versato ai caselli. "Con i restanti 43 centesimi", ci spiega Strada dei Parchi, "garantiamo l’esercizio e la manutenzione anche per i 14 chilometri tra la Barriera di Roma Est e lo svincolo con la Tangenziale Est. In questa tratta, solo 3 svincoli sono a pedaggio: Lunghezza, Ponte di Nona e Settecamini, mentre ci sono altri quattro svincoli “aperti”, all’interno dell’interconnessione con il Gra, che sono fruibili senza balzelli. Anche per questa ulteriore tratta gratuita, SdP garantisce viabilità e manutenzioni, particolarmente frequenti e onerose per una tratta urbana tra le più trafficate d’Italia". In sintesi 260.000 romani pagano la manutenzione anche di altri tratti di strada, fruiti da altri migliaia di romani che però non pagano nulla.

Eppure i tavoli di confronto tra la politica e SdP ci sono stati: “La decisione di eliminare il pedaggio non spetta a noi", ci racconta la società. "Nella recente tornata elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione Capitolina, la Sindaca uscente Raggi, il nuovo Sindaco Gualtieri e il candidato Michetti, si erano impegnati e detti sicuri che l’attuale Governo avesse già preparato, nel cosiddetto DL Infrastrutture, la norma per togliere tale pedaggio. Non è andata così. Nel testo di quel DL il Governo non ha inserito la norma promessa. E anzi il Governo ha addirittura bocciato gli emendamenti che i parlamentari del territorio avevano presentato su questo tema. Come concessionaria, ci eravamo impegnati con la precedente amministrazione capitolina in una serie di tavoli di confronto, per valutare ipotesi di scontistiche fino all’azzeramento dei pedaggi nei tre svincoli oltre la Barriera di Roma Est. Confidiamo di riuscire ad avviare un dialogo anche con il nuovo Sindaco Gualtieri e l’attuale Giunta, ma l’ultima parola spetta al Ministero concedente". 

La manutenzione nel 'tronchetto urbano'

Di quanti soldi stiamo parlando? E' ancora Strada dei Parchi a fornire le somme relative agli incassi degli anni 2019 e 2020. "I tre caselli nel 2019 hanno registrato incassi per 17,6 milioni di euro mentre nel 2020 gli incassi sono stati 12,6 milioni di euro. Complessivamente il tratto urbano dell’A24 registra perdite per circa 4 milioni di euro nel 2019 e circa 7,4 milioni nel 2020" hanno spiegato. Gli importi servono per la gestione del tronchetto urbano,  anche questi rivelati da SdP, La gestione 2019, per le tratte indicate, ha chiuso con complessivi 21,6 milioni di euro di spese, tra dirette indirette. L’anno 2020 si è invece concluso con 20 milioni di spese, tra dirette e indirette, sempre per la medesima tratta". Inoltre, per la costruzione della complanare sono stati spesi 255milioni.

L'esposto alla Corte dei Conti e all'Antitrust

I cittadini non ci stanno: per i romani continuare a pagare per muoversi dentro Roma è un'ingiustizia che da anni gridano a gran voce, soprattutto nelle sedi deputate. Una di queste è la Corte dei Conti. A questo organo costituzionale si è rivolta Associazione Case Rosse 2014 con un esposto. Lo stesso ha fatto con l'Antitrust. Nel documento, che abbiamo potuto visionare, sono riportate queste richieste: "Chiediamo di avviare un procedimento di verifica sulla mancata revoca (dal 2009) degli aumenti del Pedaggio, sulle Autostrade A24 e A25. Gli aumenti, del 24,4% del 2003 e del 24,7% del 2004,  erano stati applicati per la realizzazione della terza corsia dalla Barriera di Roma Est fino a Casal Bertone. Non vogliamo la revoca della Concessione, semplicemente che sia resa Giustizia ai cittadini che quotidianamente percorrono l’Autostrada e le complanari pagando un enorme balzello non dovuto".

Dall'associazione anche la precisazione: "Anziché realizzare la terza corsia, nel 2004,  fu sottoscritto un Protocollo d’intesa tra: Ministero Infrastrutture, A.N.A.S., Strada dei Parchi S.p.A., Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma per realizzare una viabilità complanare alla A24, dalla Barriera di Roma Est a via P. Togliatti, per un importo di euro: 258.900.557,00". Dall'atto aggiuntivo al protocollo d'Intesa del 2008, si leggono le somme relative al Piano Finanziario Operativo, così suddivise: Ministero infrastrutture: 85.000.000,00; Regione Lazio: 40.000,000,00; Provincia di Roma: 10.000.000,00; Comune di Roma: 35.000.000,00; Strada dei Parchi: 88.900.557,87. "Di questa cifra,  64.100.000,00 sono stati già incassati per realizzazione terza corsia: 15/12/2004 “la Strada dei Parchi S.p.A. dovrà mettere a disposizione l’importo, attualizzato, previsto nel piano finanziario per la terza corsia 64.100.000,00” hanno aggiunto dal comitato. Spiegando anche: "Segnaliamo inoltre l’Omissione di Atti d’ufficio da parte del Comune di Roma che non prende in carico  gli  svincoli tra la viabilità urbana e le complanari, come previsto dall’Atto  Aggiuntivo(2008) al Protocollo d’Intesa. Nello svincolo di Settecamini, ormai discarica a cielo aperto, non viene accesa l’illuminazione ed effettuata manutenzione".

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