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Pedaggi sul Gra: Matteoli frena, ma Zingaretti ha già pronto il ricorso

Con il presidente della Provincia si schiera anche il Sindaco Alemanno. La Polverini e l'assessore Malcotti chiedono un tavolo con il governo per difendere i pendolari

Torna durissima la polemica sui pedaggi, ormai sempre più prossimi. Alle dichiarazioni del numero dell'Anas Ciucci che davano come data d'inizio del pedaggiamento sul raccordo il 1 maggio, ha fatto seguito la dura presa di posizione di Zingaretti che ha annunciato un nuovo ricorso al Tar. Al presidente della provincia di Roma si sono accodati le altre istituzioni romane, il sindaco di Roma Alemanno e il presidente della Regione Polverini. A smorzare i toni ci ha provato il ministro dei trasporti Matteoli.

MATTEOLI – Il ministro, stante le dichiarazioni di Ciucci, si è visto costretto ad emettere una nota: "Sul pedaggiamento di alcune tratte autostradali gestite da Anas è in corso un approfondimento, tenendo conto anche delle istanze degli enti locali e in particolare di coloro che utilizzano le autostrade con frequenza, per motivi di lavoro o per collegamenti nell'ambito urbano. Dopo questa fase si procederà a redigere il testo definitivo del Dpcm che in atto è in elaborazione".

ZINGARETTI – Il presidente della Provincia, appreso delle dichiarazioni di Ciucci ha promesso un nuovo ricorso al Tar, dopo quello vinto quest'estate “Contro questo iniquo balzello che colpisce studenti, lavoratori, pendolari di Roma e provincia siamo pronti a ripresentare un ricorso al Tar. Lo faremo appena questo governo, che si conferma il governo delle tasse, emanerà il decreto su cui potremo ricorrere”.

ALEMANNO – A differenza dell'estate, il sindaco Alemanno ha annunciato che appoggerà il ricorso: “Siamo pronti a sostenere il ricorso al Tar, annunciato oggi dalla Provincia di Roma. Ribadisco che i romani non pagheranno il Grande Raccordo Anulare. Vogliamo però intervenire - afferma il Sindaco - anche a tutela dei pendolari e di tutti coloro che utilizzano questa strada con frequenza, per motivi di lavoro o di studio".

POLVERINI – Pensa ai pendolari la presidente della Regione Lazio: “Noi stiamo già chiedendo un tavolo al ministero per vedere in maniera più specifica la questione dei pendolari, perché mi pare che per quanto riguarda i romani non ci siano problemi. Chiaramente noi abbiamo il dovere di garantire anche ai pendolari la gratuità del Gra".

A chi le chiedeva quali fossero stati gli esiti dell'idea di regionalizzare il Gra, lanciata mesi fa, la governatrice ha risposto: "E' ancora lì, non c'è stato detto di no. Noi l'abbiamo comunicato formalmente, quindi al di là della convinzione politica c'è una lettera inviata che pone la questione anche sul piano burocratico-amministrativo".

MALCOTTI – L'assessore alle Infrastrutture e lavori Pubblici, Luca Malcotti, si è schierato contro i pedaggi: "Apprezziamo il chiarimento del ministro Matteoli e la sua disponibilità. Parallelamente - aggiunge - chiediamo che venga immediatamente convocato un tavolo tecnico con Anas per discutere dei meccanismi di esenzione o sconti per i pendolari. Ci sembra assurdo che chi utilizza quotidianamente il Gra per lavoro debba essere penalizzato in questo modo".

CODACONS – Sul piede di guerra il Codacons che oltre al ricorso, promette che inviterà a non pagare i pedaggi. "Qualora la sciagurata idea di predisporre pedaggi su Gra dovesse divenire realtà, metteremo in campo azioni di protesta da parte dei cittadini, e inviteremo gli automobilisti a rifiutarsi categoricamente di pagare qualsiasi pedaggio, fornendo assistenza sul piano legale e dimostrando l'illegittimità di tale balzello".

"Trasformare il Gra in una arteria a pagamento – aggiunge Rienzi - é una idea folle oltre che illegittima. Folle perché determinerebbe il blocco totale della circolazione nella capitale, con gli automobilisti che, pur di non pagare l'ennesimo balzello, utilizzerebbero strade alternative, che di certo non sono in grado di reggere il traffico del Grande Raccordo. Illegittima, perché i cittadini già pagano le infrastrutture stradali attraverso una miriade di tasse, a partire da quelle sulle retribuzioni, tasse che servono anche a finanziare tali servizi. Il pedaggio sul Gra sarebbe quindi una duplicazione assurda di un qualcosa che si è già pagato".

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