Pd Roma, sul palco i 'disobbedienti': "Dobbiamo tornare a essere credibili"

Alfonsi, Barletta, Marchionne, Veloccia e Santoro hanno presentato il documento per il Congresso del partito. Le richieste: responsabilità, regole certe e capacità di affrontare le nuove sfide. "Smettiamola di autoflagellarci"

Foto di gruppo al termine dell'incontro

Non è una corrente. E nemmeno un think tank. “Siamo disobbedienti, non siamo autoconvocati. Siamo amministratori, iscritti al partito. Siamo noi. E intendiamo creare un movimento di discussione vera”. Sabrina Alfonsi, minisindaca del Municipio I, ha appena illustrato il documento presentato oggi, 14 gennaio, in piazza di Santa Chiara e che ha raccolto circa 300 firme. Un documento “promosso dai minisindaci” per il congresso del Partito democratico. Il titolo non ha lasciato spazio a interpretazioni: "Roma, è ora di esserci".

Abbiamo dimostrato che esiste una classe dirigente diffusa e competente – ha continuato Alfonsi – abbiamo voluto avviare una discussione su più temi, mettendo dentro tutti quanti noi: un noi ampio”. È partita da qui la linea di demarcazione che ha intenzione di lasciarsi il passato alle spalle. Perché “il commissariamento è finito, ora vogliamo un congresso ri-costituente”. 

All’appuntamento hanno preso parte anche Paolo Masini, Estella Marino, Marta Leonori, Enzo Foschi, Valeria Baglio. “Un segnale importante” l’ha definito la presidente del Centro Storico. “E’ una bella iniziativa – ha riferito Foschi – un momento fondamentale da cui ricominciare”.

Tra un video di Obama e le note di Whatever, canzone degli Oasis, si sono alternate sul palco le anime di questa ‘rivoluzione’. Ha aperto le danze, per gli ex presidenti, Maurizio Veloccia : “Matteo stai sereno, non c’è nessuna guerra. La nostra è una scommessa ma è un punto da cui muoverci, non possiamo lasciare le sorti della città alla destra o ai grillini. Il Pd va rimesso in sesto: abbiamo ricevuto pizze dalla mattina alla sera. Al tal proposito, mi torna in mente uno sketch di Totò, dove un tizio chiama un altro con il nome Pasquale e lo prende a schiaffi. Ma l’altro ride. E quando gli chiedono il perché sorrida, risponde mica mi chiamo Pasquale io”. Insomma, per Veloccia sarà fondamentale affrontare i problemi, con serietà, per capire gli sbagli commessi, senza girarsi dall'altra parte: “Il commissariamento ha lasciato dei nodi, non li ha mica sciolti”. 

Più accorato, non solo in termini di volume, l’intervento di Valerio Barletta: “Il Pd non è Mafia Capitale, va detto ad alta voce. Come possiamo essere credibili se continuiamo ad autoflagellarci con il cilicio. Non è mai stata fatta una discussione seria, è ora di cominciare”. Iniziando dall’ organizzazione del Pd e dalla sua identità: “Il partito non è un autobus, dove si sale o si scende a piacimento. Ok tenere le porte aperte, ma servono regole precise”. Poi ha ricordato la gestione della faccenda legata all'ex sindaco Ignazio Marino “con una scelta effettuata in una stanza, che ha costretto gli altri ad andare dal notaio. Questa – ha precisato Barletta – è una responsabilità da cui non si sfugge”. Infine l’auspicio: “Il Pd deve tornare a vincere le sfide del futuro”.

Per Paolo Marchionne è necessaria “una nuova chiamata alle armi” facendo leva pure su chi ha fondato il Pd. Non solo: “Questa iniziativa serve a tracciare delle idee, per definire un percorso da seguire. La discussione deve essere ampliata. Non possiamo limitarci a dire che i Cinque Stelle sono incapaci. Può essere un argomento divertente, per carità, però poi la verità è che dobbiamo essere credibili. E bisogna tornare a essere tali”. 

La chiusura è toccata ad Andrea Santoro: “Dobbiamo tornare a parlare e a confrontarci in luoghi come questo, nelle piazze o nei bar. Non importa. Saranno importanti i passi avanti da fare, finora sono state prese soluzioni giusto per non scontentare nessuno”. Compromessi verso il basso che però “hanno fatto andare in basso anche la città”. Da qui il documento per “uscire da una stagione di declino”  e per presentare una discussione in ottica congressuale. 

Alla fine spazio alla foto di gruppo, mentre è stato ribadito che bisognerà scrivere “una storia nuova e diversa”. In prima fila loro: Alfonsi, Marchionne, Barletta, Santoro e Veloccia. Che sia, più avanti, una possibile squadra di governo per Roma? “Intanto cerchiamo un segretario di partito” ha risposto, ridendo, la presidente del Municipio I. Chissà.

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