Segreteria Pd, Santa Chiara gioca la carta Santoro: Torquati è il candidato che piace a Renzi

Toto nomi per la segreteria del Pd Roma, si cerca accordo tra aree e correnti. La sorpresa potrebbe essere Valeria Baglio. Voci parlano di gradimento di Renzi per l'ex minisindaco del XV che arriva dalla periferia estrema

Riunioni, incontri, giri di telefonate e tentativi di mediazione: il Pd di Roma lavora incessantemente alle candidature per la segreteria. E tra le ambizioni di aree e correnti di lavoro da fare ce n'è a iosa. Così il valzer dei nomi è servito e nella sfera Dem della Capitale è già toto-segretario.

Il primo a rompere gli indugi è stato Livio Ricciardelli, consigliere in I Municipio: “Ho deciso di candidarmi a Segretario della Federazione Romana del Partito Democratico e penso in questo modo di poter dare il mio fattivo contributo ad una federazione da troppo tempo in cerca di un rilancio in grado di renderla la principale forza di opposizione nella città” - ha scritto annunciando la candidatura e rivendicando la propria "autonomia politica", "quella di un militante - ha detto - che da anni si è sempre riconosciuto in un partito riformista e di centrosinistra, senza sentire la necessità di definirsi di nessuna corrente o di nessun raggruppamento in particolare".

Carta quasi scontata da parte dei "rivoluzionari" di Piazza Santa Chiara: il loro candidato alla segreteria del Pd Roma sarà Andrea Santoro, ex presidente del Municipio IX che poco più di due mesi fa ha abbandonato anche la sua carica di consigliere.

Una candidatura arguta, quella di Piazza Santa Chiara, con Santoro unico del gruppo a votare Renzi alle primarie e non disdegnato dai Dem vicini a Morassut che Santoro ha sostenuto durante le primarie per scegliere il Sindaco di Roma. Feroce e aperta la sua critica al commissariamento Orfini e alla scelta di porre fine in quel modo all'era di Marino sindaco.

"La mia candidatura nasce dalla volontà di andare oltre le appartenenze nazionali, oltre gli schemi Renzi-Orlando-Emiliano, oltre le piccole appartenenze locali per mettere in campo un progetto unitario con al centro Roma e i romani. Dobbiamo tornare ad essere un interlocutore credibile e civico, in grado di fare una proposta che faccia uscire la nostra città dalla stagione di declino in cui sembra fatalmente caduta" - l'esortazione dell'ex minisindaco che invita a superare, in nome del grande patrimonio politico del Pd a Roma, "il triste teatrino delle correnti" auspicando "un partito autonomo che riparta dal basso, che sia utile ai cittadini, che sia in grado di ascoltare e farsi promotore delle loro istanze e non viva solo delle proprie logiche interne".

Ma se tutti cercano di defilarsi da correnti ed etichette è proprio all'interno di esse che si giocano, in questi giorni a ritmi più che serrati, le partite per le candidature. Tra i renziani di ferro il nome che circola è quello di Luciano Nobili, ovviamente particolarmente gradito da Renzi ma non per questo il più quotato. Ci sono infatti anche gli outsider a farla da padroni.

Tra questi, oltre al renziano DOC Andrea Casu, l'ex minisindaco e ora capogruppo del Pd in Municipio XV, Daniele Torquati. Il presidente che nel 2013 è riuscito a strappare il feudo di Roma Nord al centrodestra, nonostante non sia un renziano della prima ora, non dispiace a Renzi che si sarebbe detto affascinato dall'idea di avere un segretario del Pd di Roma che arriva dalla periferia estrema (Cesano ndr.) della Capitale. Un nome, quello di Torquati, percepito da molti come fuori dalle correnti: l'ex minisindaco non dispiace a Orfini e, oltre a piacere ai territori, potrebbe trovare il gradimento di Zingaretti, che, nonostante l'indubbio peso politico, perso il congresso a livello nazionale con l'appoggio a Orlando, si rimetterà alla volontà della maggioranza.  

Ma attenzione a Valeria Baglio: potrebbe essere lei, consigliera comunale ed ex presidente dell'Assemblea Capitolina, la vera sorpresa nelle candidature per la segreteria del Pd di Roma. Un nome sul quale si lavora sottotraccia: quasi come a nascondere una vera e propria carta vincente.

Il tempo stringe, telefonate e riunioni proseguono incessanti: poche ore ancora e il quadro sulla rosa di coloro che concorreranno a segretario del Pd di Roma sarà completo. Poi si giocherà tutto su proposte e voti.

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