Dopo la scissione Casu tentenna, nel Pd Roma è assedio al segretario: "Serve dibattito su città"

L'ex minisindaco del XV, Daniele Torquati lascia la segreteria: "Roma in crisi, Pd non può stare in silenzio". Ricciardelli: "Situazione partito tragicomica, Casu si dimetta"

Il Pd di Roma alla resa dei conti. Dopo la scissione di Matteo Renzi e il conseguente silenzio del segretario Andrea Casu, ben lontano dal convocare gli organismi dirigenti e dal lasciare il suo ruolo, nel Partito Democratico della Capitale le acque sono più che mai agitate. 

Il "sonno" del Pd di Roma, è assedio al segretario Andrea Casu

L'indecisione di Casu, fedelissimo di Renzi, su se passare o meno a Italia Viva sta tenendo in stallo il partito che, con una città attraversata dalla crisi delle partecipate, dei servizi e dai cambiamenti in seno alla giunta, vorrebbe poter rivestire un ruolo di rilievo. Dettare una linea chiara nel presente e, soprattutto, nel futuro più immediato. 

Si perchè verso il dibattito che dovrà portare all'espressione del prossimo candidato sindaco sono due gli appuntamenti ai quali i dem vogliono arrivare preparati: le elezioni suppletive nel collegio uninominale Roma 1, rimasto vacante dopo l'approdo di Paolo Gentiloni in Commissione Europea, e le elezioni nel Municipio XI, senza governo del territorio dall'aprile scorso

Torquati si dimette da segreteria Pd: "Partito torni a discutere di città"

"Ragionate e con la speranza che riescano a riaccendere un dibattito politico per Roma e accelerare le necessarie decisioni interne", nella segreteria del Pd di Roma sono arrivate le dimissioni di Daniele Torquati, eletto nel giugno del 2017. 

"Dopo i fatti che ieri hanno interessato la nostra città, dalle dimissioni del CdA di Ama fino al tragico epilogo di Roma Metropolitane e ai disservizi ormai ordinari sui servizi per le persone con disabilità, credo sia opportuno ripensare i nostri ruoli e metterci a disposizione di un nuovo schema di opposizione e proposta, a sostegno del gruppo comunale del Pd e dei gruppi consiliari che, oggi più che mai, a meno di due anni dal voto hanno bisogno di tutti noi e di un campo largo di costruzione di una alternativa democratica. Spero che questo gesto serva ad accelerare le decisioni interne al partito e a riprendere un'iniziativa politica ad oggi parziale e un dialogo più forte con la città tutta. In un momento come questo - ha detto Torquati - il Pd di Roma non piuà restare in silenzio. Bisogna innanzitutto ricominciare a parlare dei temi fondamentali per la città e iniziare a preparare nel miglior modo possibile gli appuntamenti imminenti".

Il riferimento è appunto alle elezioni suppletive di Trionfale e a quelle amministrative, con l'intermezzo delle primarie, dell'Arvalia. "Il Pd non può e non deve arrivarci in ritardo, come accaduto ad Ostia. Dovremo essere performanti con proposte politiche serie e chiare". 

L'immediata convocazione della Direzione per capire dove va il Pd romano quanto chiesto da Torquati a Casu. 

L'assedio ad Andrea Casu: "Che aspetta a dimettersi?"

"Cosa aspetta a dimettersi?" - è invece più duro Livio Ricciardelli, consigliere del I Municipio di Roma, membro della Direzione del Pd e già candidato a segretario della federazione romana del Partito.

"Negli ultimi giorni la comunità del Partito Democratico a Roma ha visto nascere un nuovo governo con all'interno una delegazione del Pd, ha assistito all'ennesimo rimpasto della giunta comunale, ha subito le ennesime dimissioni in blocco del Cda dell'Ama e il caos RomaMetropolitane. In più, una scissione dal Partito. In tutto questo quadro non solo la Direzione del Pd romano non si riunisce dal mese di giugno, ma il Segretario federale Andrea Casu afferma che 'con calma' nelle prossime settimane (forse) convocherà gli organismi". 

Per Ricciardelli Casu dunque dovrebbe dimettersi. "Non soltanto perché (ad un anno e mezzo dalle elezioni comunali) non abbiamo uno straccio di programma per la città o una classe dirigente pronta ed adeguata per una sfida immane come quella della riconquista del Campidoglio nel 2021. Ma anche perché non abbiamo nemmeno un candidato Sindaco, tema di cui non si può discutere perché gli organismi non si riuniscono più da mesi e volutamente - afferma il consigliere del Roma Centro - non si possono fare nomi per turbare equilibri e sonni di correnti e correntine che sembrano avere come unico scopo quello di bloccare il Partito cittadino per garantire il loro quieto vivere".

Discussione interna, scelte e programmazione quanto chiesto dagli esponenti dem al loro segretario: almeno un cenno di vitalità in una città sull'orlo dell'emergenza.
 

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