Sicurezza urbana, Comune e Regione firmano patto in prefettura: dal vigile di quartiere alle "foto trappole" ecco le misure

Oggi la sottoscrizione del documento a palazzo Valentini. Raggi: "Le istituzioni quando sono unite possono lavorare bene"

Controllo del territorio, videosorveglianza, 500 nuovi vigili sul territorio con il ritorno del "pizzarde" di quartiere, più interscambio di informazioni tra forze di polizia e polizia locale per la lotta all'abusivismo commerciale, alla movida molesta, al degrado urbano. E' arrivata oggi la firma in prefettura al "patto per la sicurezza urbana", siglato da Campidoglio, Regione Lazio e forze di polizia, passato in giunta capitolina il 2 aprile.  

Al tavolo sono state discusse e pianificate azioni anche per il contrasto alle occupazioni abusive, ai roghi tossici e per la sicurezza dei campi rom. Da parte del Comune sono stati sottoscritti gli impegni di assumere nel corso del 2019 di 500 nuovi operatori di Polizia Locale, istituire la figura del vigile di quartiere e del referente di quartiere presso i Gruppi territoriali della Polizia Locale più periferici, garantire, attraverso una collaborazione tra Polizia Locale e Atac, il decoro e la sicurezza dei capolinea, delle stazioni e soprattutto dei mezzi di trasporto pubblico.

Sempre dal Campidoglio l'impegno ad avviare attività programmatorie in tema di decoro urbano per la cura e gli interventi sul territorio; realizzare progetti per la pulizia di spazi e arredi urbani anche in collaborazione con associazioni di volontariato e cittadinanza attiva; avviare attività della Polizia locale d'intesa con Ama, sui luoghi interessati dall'abbandono incontrollato dei rifiuti e da micro insediamenti; proseguire le attività già avviate con i Protocolli d'Intesa sottoscritti tra l'Amministrazione Penitenziaria e Roma Capitale con il contributo del Garante per i detenuti, finalizzato a impiegare i detenuti di Rebibbia a svolgere attività di manutenzione del verde; avviare gli impegni assunti con il Protocollo d'Intesa approvato da Roma Capitale e Regione Lazio per la valorizzazione delle aree golenali; sperimentare il sistema di "fototrappole" per verificare il corretto conferimento dei rifiuti e sanzionare i trasgressori; monitorare e supportare il procedimento di approvazione del Regolamento di Polizia Urbana presso l'Assemblea Capitolina. 

"Abbiamo sottoscritto oggi il Patto per la Sicurezza con cui dimostriamo che le istituzioni quando sono unite possono lavorare bene" ha commentato la sindaca Virginia Raggi all'uscita da palazzo Valentini. "Questo Patto sostanzialmente è la sintesi di tutti gli interventi che abbiamo fatto in questi tre anni, insieme alla Prefettura e alcuni insieme alla Regione Lazio: abbiamo messo a sistema un metodo, che abbiamo testato sul campo. Abbiamo tracciato una linea che riguarda i futuri interventi, come si lavora". 

"Ognuno contribuisce con le proprie competenze per ottenere un obiettivo che è interesse di tutti i cittadini - ha poi proseguito la sindaca - la lotta alla criminalità organizzata che, come purtroppo un pentito di 'ndrangheta ha avuto modo di dire in questi ultimi giorni, di fatto ancora a Roma è molto viva, e i Casamonica in particolare ne gestiscono ancora una fetta importante. Io per conto mio una spallata gliela ho data abbattendo le villette. Quella è stata un'azione importantissima, ma non basta. Deve essere accompagnata da altri interventi. Noi continuiamo a lottare contro la criminalità e credo che questa modalità di intervento sia quella che possa effettivamente portare il maggior numero di successi". 

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