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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica

Immobili comunali, polemiche sulla delibera. Ardu al centrodestra: "Non è una sanatoria"

L'attacco era arrivato da Giorgia Meloni, presidente di Fdi. Critico anche il censtrosinistra: "Logica economicista"

Il giorno dopo l'annuncio dell'approvazione della delibera sul riordino del patrimonio indisponibile di Roma Capitale scoppia la polemica. A innescare un botta e risposta con l'opposizione di centrodestra il presidente della commissione capitolina Patrimonio, Francesco Ardu, che ha attaccato la delibera bollandola come sanatoria per le occupazioni. 

In particolare, ad attaccare in questo modo è stata la presidente di Fratelli d'Italia e consigliera comunale, Giorgia Meloni: "La delibera è l'ennesimo insulto all'intelligenza dei romani: a fine consiliatura, per accattivarsi le simpatie della sinistra antagonista l'amministrazione grillina vuole fare la sanatoria per i centri sociali che illegalmente occupano gli stabili a Roma spacciandola per un servizio ai cittadini". 

Replica Ardu: "E' opportuno precisare che l'approvazione in Giunta del piano di riordino del demanio e del patrimonio immobiliare comunale in concessione non è una sanatoria perché rimanda l’assegnazione a regolari procedure ad evidenza pubblica. In secondo luogo non parla delle occupazioni, ma solo delle concessioni che, nel tempo, non sono state rinnovate o sono da rinnovare", scrive su Facebook. "E' proprio questo il nocciolo della questione che sfugge a certa stampa e alle opposizioni: noi non saniamo proprio nulla, ma fermiamo le procedure esecutive fino a quando gli uffici non appronteranno il bando come metodo di assegnazione del bene dopo tre anni di custodia". Poi chiude: "Il provvedimento di cui stiamo parlando è un razionale riordino del patrimonio il cui atto conclusivo sarà proprio l'approvazione del Regolamento".

Con la delibera la Giunta Raggi dà mandato al dipartimento Patrimonio di effettuare entro tre anni una ricognizione degli immobili comunali del patrimonio indisponibile ed entro 18 di verificare la regolarità contabile e i requisiti degli attuali concessionari. Il tutto, sospendendo gli sfratti in attesa dell'assegnazione tramite il bando (qui tutte le informazioni sulla delibera).

Le parole di Ardu hanno a loro volta innescato polemiche tra i consiglieri di centrosinistra. "Il Regolamento sui beni indisponibili fermo in commissione patrimonio da un anno, sul quale abbiamo presentato emendamenti, ribadisce la logica formale ed economicista per l'assegnazione dei beni senza una valutazione essenziale sui benefici derivanti alla comunità cittadina dalle attività no-profit, dalle onlus e dalle associazioni culturali e sociali", commentano il capogruppo del PD Capitolino Giulio Pelonzi e il consigliere dem Giulio Bugarini. "L'impossibilità concreta di applicare questa logica è confermata dalle premesse della delibera della giunta Raggi che descrivono la difficoltà, dal nostro punto irrisolvibile, degli uffici ad effettuare quanto previsto da questa impostazione astratta e sbagliata. Il risultato concreto è di mantenere nella incertezza e nella precarietà una moltitudine di associazioni".

Attacca invece la capogruppo in Campidoglio della Lista Civica RTR, Svetlana Celli: "È palese che la delibera di Giunta sul patrimonio immobiliare capitolino è solo il tentativo disperato di prendere tempo. Quello stesso tempo perso in quattro anni di consiliatura Raggi, in cui la maggioranza non è stata in grado di affrontare e gestire il tema degli immobili. Sarebbe opportuno che il presidente Ardu, invece di scrivere comunicati compiacenti, convocasse una riunione per parlare dei dettagli della delibera nelle opportune sedi istituzionali".

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