Roma Metropolitane, cambio di programma: ai vertici un ex funzionario 'della Tav'

Pasquale Cialdini succede a Paolo Omodeo Salé che si è dimesso ieri sera. Meleo: "Elaborerà piani di intervento per il futuro della società". Traballa la liquidazione annunciata da Raggi

Cambio ai vertici di Roma Metropolitane. La commissione capitolina Mobilità questa mattina ha ufficializzato la nomina di Pasquale Cialdini come nuovo amministratore unico della società creata ad hoc per la progettazione e la realizzazione in qualità di stazione appaltante del sistema metropolitano romano, in particolare della metro C. L'ex dirigente del ministero dei Trasporti "arriverà a titolo gratuito" ha spiegato il presidente della commissione capitolina Enrico Stefàno. 

66 anni, la nomina di Cialdini potrebbe spiazzare molti degli attivisti pentastellati romani e in giro per l'Italia. Il dirigente responsabile della direzione generale per la vigilanza e la sicurezza presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per il ministero ha ricoperto anche l'incarico del gruppo di lavoro tecnico-sicurezza della commissione intergovernativa per la Tav Torino-Lione. Un'opera da sempre combattutta dallo stesso Beppe Grillo, avversata anche dalla 'collega' torinese di Virginia Raggi, Chiara Appendino. Ma la partita romana, si sa è un'altra cosa. E il destino di Roma Metropolitane, stazione appaltante di grandi e costose opere come la metro C, è legata a doppio filo anche il governo che, attraverso il Cipe, sull'opera ha investito cifre davvero importanti con il costo dell'opera che è lievitato a 3,7 miliardi di euro. 

La sua nomina arriva a poche ore dalle dimissioni dei vertici della società avvenute ieri sera dopo un lungo incontro con gli assessore alla Mobilità e alle Partecipate, Linda Meleo e Massimo Colomban e con il capo della segreteria della Raggi Salvatore Romeo. Paolo Omodeo Salè, ormai ex presidente e amministratore delegato della società, ha spiegato che è stata una decisione assunta "nell'ottica di un fisiologico rinnovo dei ruoli di massima responsabilità", presa, come si legge in una nota di Roma Metropolitane, "di comune accordo con l'Amministrazione Capitolina". 

"Ringrazio Paolo Omodeo Salé per il lavoro svolto in questi anni alla guida di Roma Metropolitane. Procederemo ora alla nomina di un amministratore unico" ha spiegato l'assessore alla Mobilità Linda Meleo. "Non ci sarà più, quindi, un cda composto da tre membri. Il compito del nuovo amministratore unico sarà quello di elaborare possibili scenari e piani di intervento per il futuro della società".

Parole che sembrano aver riaperto la partita della società e che rimettono in discussione quanto affermato dalla sindaca Virginia Raggi lo scorso 4 novembre: "Non ci sarà alcuna ricapitalizzazione", lasciando capire che l'intenzione è quella di arrivare alla liquidazione. Una prospettiva delineata ufficialmente dalla sindaca nel corso di un Consiglio straordinario che ha portato anche all'approvazione di una mozione di maggioranza sul tema e scatenato la reazione dei 160 dipendenti che lunedì scorso hanno manifestato in Campidoglio. La mozione, oggi, rischia di essere chiusa in un cassetto. Sul tavolo dell'assessore Colomban e, da oggi, anche su quello di Cialdini, è arrivata una proposta di Italferr, la società di Ferrovie dello Stato che si occupa di progettazione infrastrutturale. Come riporta Vincenzo Bisbiglia sul Tempo di oggi, Italferr sarebbe interessata a rilevare la Divisione Ingegneria della municipalizzata. Altro che liquidazione, quindi. Per Roma Metropolitane il progetto dell'assessore Colomban potrebbe essere un altro: spacchettare l'azienda con la parte che si occupa di progettazione che potrebbe andare alla società di Ferrovie dello Stato. Il destino di Roma Metropolitane è tutt'altro che segnato. 

Lo ha confermato anche il presidente della commissione Mobilità Enrico Stefàno: "Su Roma Metropolitane oggi siamo oggettivamente in difficoltà. Siamo stati bravi a complicarci un po' le cose. Cialdini farà tutte le valutazioni del caso ma non per forza si va verso la dismissione della società. Ci sono varie ipotesi sul tavolo". E se il consigliere pentastellato dichiara di non conoscere l'ipotesi Italferr, "una delle ipotesi è trasferire una parte della società all'Agenzia della Mobilità. "La situazione è difficile. Sul futuro dei lavoratori io garanzie al 100% non mi sento di darle a nessuno ma noi lavoriamo per mantenere le competenze. La situazione di Roma Metropolitane è complessa. Il nuovo Au inizierà a lavorare da subito. Da qui ai prossimi mesi o settimane valuteremo e decideremo su tutte queste problematiche". Stefàno ha ribadito: "Vogliamo continuare a fare le infrastrutture. Ne abbiamo tremendamente bisogno al netto delle situazioni finanziarie. Ci sono tante modalità per finanziarle, anche attraverso bandi europei che fino ad oggi non sono stati mai stati usati". 

Per Stefano la metro C continuerà anche dopo il Colosseo: "La mia idea, già espressa, è che si debba provare a proseguire dopo Colosseo verso il centro e la linea A. Mi piacerebbe che venga presa in esame l'ipotesi un passaggio sotto via del Corso è di chiudere con un nodo di scambio a Flaminio se corso Vittorio dovesse risultare delicata. Comunque dal punto di vista trasportistico dopo Colosseo è opportuno proseguire". La prossima scadenza sarà il 31 dicembre ha spiegato Stefàno facendo riferimento ad una clausola dell'atto attuativo che permetterebbe al Comune di chiudere il contratto con il Consorzio Metro C sulle tratte successive a quelle in costruzione. "Il prima possibile, forse già entro quella data daremo una valutazione definitiva". 

Attacca Stefano Fassina, deputato e consigliere di Si-Sel: "La decisione di procedere alla nomina di un amministratore unico per Roma Metropolitane è incomprensibile" si legge in una nota. "La nomina di un amministratore unico sembra in radicale contraddizione con la mozione approvata dall'assemblea capitolina, né fanno chiarezza le comunicazioni del Presidente della Commissione Trasporti. Dato il paralizzante quadro di incertezza chiediamo alla Sindaca di venire al più presto in consiglio a chiarire qual è il mandato dell'amministratore unico, qual è il progetto per la linea C e quali scelte intende fare l'amministrazione rispetto al soggetto attuatore alla scadenza del rapporto con il consorzio Metro C". 

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