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Parco del Tevere, Legambiente in pressing: "Mira a promuovere e valorizzare il fiume"

Chiesto alla Regione anche il rafforzamento del ruolo dei parchi: “Sono un argine contro la perdita di biodiversità”

Istituire il parco interregionale del Tevere e riformare il ruolo dei parchi, attribuendo più poteri agli enti chiamati a gestirli. Dal battello che nella mattinata dell’8 luglio è salpato da Ponte Sant’Angelo sono arrivate due proposte. Entrambe dirette alla Regione.

Le due richieste

Federparchi e Legambiente Lazio  hanno presentato la proposta di riforma della legge 29/97 sui parchi regionali e la richiesta d' istituzione del parco del Tevere. Quest’ultima “mira a promuovere e valorizzare il territorio fluviale” si legge nella relativa proposta di legge “con il più ampio obiettivo di costituire un Parco interregionale del fiume Tevere ai fini di una efficace ed omogenea politica di tutela dell'intero ecosistema del sistema fluviale”.

Il parco interregionale del Tevere

Il Tevere, nel suo fluire, attraversa l’Umbria, la Toscana, l’Abruzzo, le Marche e l’Emilia Romagna. Ma soprattutto è nel Lazio che ricade il 41% del suo bacino fluviale. D'altra parte nel corso della passata consiliatura era stata presentata proprio da una consigliera regionale, Cristiana Avenali, oggi a capo dell'ufficio sui contratti di fiume, la proposta di legge che prevedeva di creare il parco del Tevere. Ed è da lì che, secondo Legambiente e Federparchi, si deve ripartire. La sua istituzione, infatti, finirebbe per rappresentare “un'occasione Importante di rilancio economico e turistico, attraverso una gestione del territorio e del paesaggio capace di salvaguardarne le caratteristiche ambientali e naturali” si legge nel dispositivo di legge. Il parco del Tevere poi, una volta creato, per Legambiente e Federparchi dovrebbe essere gestito dall’ente regionale RomaNatura.

Il ruolo dei parchi

Il giro in battello è stata l’occasione, per Maurizio Gubbiotti (Federparchi) e Roberto Scacchi (Legambiente) anche di rimettere in agenda il ruolo dei parchi che “nella nostra regione in questi anni hanno lavorato con generosità e determinazione”. Per Gubbiotti e Scacchi “devono avere un posto centrale nelle politiche di governo della Regione Lazio” obiettivo che si raggiunge “riconsegnandogli tutta l’autorevolezza politica che sono riusciti a riconquistarsi sul territorio”. Durante le restrizioni imposte dalla pandemia, la popolazione ha dimostrato di tornare ad apprezzare le opportunità che riserve ed aree protette offrono nel territorio laziale. Questo ruolo, che i cittadini hanno già riconosciuto ai parchi, si chiede all’ente regionale di riconoscerlo anche in via formale.

Un argine contro la riduzione della biodiversità

D’altra parte è grazie ai parchi, che nella regione occupano il 13,5% della superficie complessiva (262mila ettari) che si è creato un contrasto forte alla riduzione della biodiversità. Sono in tal senso “un argine” a difesa dell’equilibrio ecologico . E sono efficaci nella loro azione visto che nel Lazio sono presenti presenti il 37% delle specie Vegetali e il 50% delle specie animali di tutta Italia.

Rafforzare la gestione delle aree protette

“Siamo convinti  - hanno concluso Scacchi e Gubbiotti - che dobbiamo assumere tutti insieme il ruolo di rafforzamento delle aree protette, dando forza agli enti e concretezza al necessario aumento della superficie tutelata”.Nella proposta di riforma della legge 29/97, sono proposti tra gli altri tutti i meccanismi legislativi per rendere più fluido il ruolo operativo degli enti parco, per accorpare varie porzioni di territorio protetto nella gestione di un unico ente per omogeneità territoriale, per velocizzare l’approvazione dei Piani d’Assetto.


 

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