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Colli d’Oro, sull’ecomostro partecipazione dimenticata. Il Comune ha già scelto: "Rinascerà impianto sportivo"

L’assessore Frongia sul mai nato palazzetto dello sport nella pineta di Labaro: “Concessione per completamento intervento già avviato con ridimensionamento del progetto in termini di impatto sul territorio”

La parte più vicina all’asilo nido in attesa della bonifica; l’area verde restituita al quartiere pulita, sfalciata e dotata di nuovi arredi: per la completa rinascita del Parco di Colli d’Oro resta ancora da sciogliere il nodo relativo al futuro dell’ecomostro che occupa la valle.

A Colli d’Oro la mai nata Casa Lazio

Uno scheletro di cemento e ferri arrugginiti risultato del mai nato palazzetto dello sport. Nella pineta di Labaro infatti sarebbe dovuto sorgere un impianto sportivo costruito e gestito in concessione dalla Lazio Pallavolo, vincitrice di un bando nel 2006. I lavori iniziati nell'estate del 2012, lo stop appena qualche mese dopo in seguito a intoppi e atti vandalici. Intorno un quartiere ignaro del progetto e rimasto orfano del parco in subbuglio

Nell'aprile del 2015, constatate inadempienze e ritardi, dal Comune la revoca della concessione alla Lazio Pallavolo e la risoluzione del contratto. Niente più Casa Lazio: quella che il presidente Giorgio D’Arpino, scomparso nel dicembre del 2017, aveva immaginato come il tetto per alcune delle discipline indoor della polisportiva biancoceleste. 

Nel mezzo anche la battaglia giudiziaria con la società consortile esecutrice dei lavori a intraprendere una causa sia nei confronti del concessionario/committente per il risarcimento del valore delle opere eseguite, sia nei confronti di Roma Capitale per “ingiustificato arricchimento per le opere da lei realizzate”. Ma ll Comune non dovrà alcuna somma per l’incompiuto palazzetto dello sport di Labaro: il Tribunale ha rigettato la domanda della società consortile avverso Roma Capitale. “Un risultato importante, perché permette non solo di dimostrare il buon operato della pubblica amministrazione ma fa risparmiare somme importanti che rischiavano di essere sottratte a Roma Capitale e, di conseguenza, a tutti noi cittadini; condannando esclusivamente la SSD Lazio Pallavolo a r.l. al pagamento delle somme spettanti alla parte attrice” - ha fatto sapere l’assessore allo Sport, Daniele Frongia

Parco di Colli d’Oro, il Comune ha già deciso: “Impianto sportivo”

Così ora il Campidoglio dovrà scegliere che fare di quello scheletro di cemento immerso tra grovigli di rovi e acquitrino. Nonostante il parco di Colli d’Oro sia stato tappa di Virginia Raggi in piena campagna elettorale, era il giugno del 2016, in quattro anni di governo grillino il confronto con il quartiere sul futuro dell’impianto sportivo non si è mai aperto: l'ultimo tavolo partecpativo si è tenuto nel 2015 con l'allora assessore comunale Paolo Masini

Ma il Comune sembra già avere le idee chiare. “E’ nostra intenzione attribuire gli spazi a un concessionario per poter vedere rinascere l'idea di impianto sportivo che c'era e riqualificare tutta la zona, mediante il completamento dell'intervento già avviato ovvero il ridimensionamento del progetto in termini di impatto sul territorio” - ha scritto Frongia. 

Secondo a quanto si apprende sarebbero già in corso le interlocuzioni con il Coni, il Campidoglio a 5 Stelle insegue dunque l’idea del palazzetto dello sport nel cuore della pineta di Labaro. “Agiremo in maniera congiunta con municipio e associazioni di quartiere per definire il progetto in termini di impatto sul territorio” - assicura Frongia.

Incontro pubblico sul parco di Colli d’Oro 

“Niente è stato ancora stabilito, nessuna decisione verrà presa senza prima sentire la cittadinanza. Niente cadrà dall'alto come in passato” - frena l’assessore all’Ambiente del Municipio XV, Pasquale Annunziata, prima dell’incarico nella Giunta Simonelli tra i residenti del quartiere schierati contro la realizzazione del palazzetto. “L’area cantiere è del Dipartimento dello Sport e dunque dovrà essere a vocazione sportiva: ma vogliamo qualcosa che sia altamente ecosostenibile.Nelle prossime settimane, appena sarà possibile lo svolgimento in presenza, convocheremo un incontro pubblico”. Quello che a Labaro viene promesso da anni.
 

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