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Rifiuti interrati durante un incendio del 2017 (immagine d'archivio)

Rifiuti interrati durante un incendio del 2017 (immagine d'archivio)

Parco di Centocelle, dopo quattro anni il Comune si sveglia: al via le prime indagini per rimuovere i rifiuti interrati

L'assessora Katia Ziantoni ha annunciato l'avvio di un progetto da 100mila euro propedeutico all'attività di rimozione vera e propria dei rifiuti. I cittadini attendono risposte dal 2017

Il Comune di Roma corre ai ripari. Dopo quattro anni di attesa e i cittadini del territorio persi in una battaglia che non vede la fine, al parco di Centocelle cominceranno a stretto giro le attività preliminari per la rimozione dei rifiuti nell'ex canalone Mussolini, quelli interrati portati alla luce da un incendio che risale a gennaio 2017. È da allora che si parla di bonifica, la sindaca Virginia Raggi emise un'ordinanza mai rispettata e i lavori per togliere i rifiuti sotterrati e ripristinare la salubrità della zona non sono mai partiti. 

Cosa ha fatto Raggi per il parco di Centocelle

"Dopo un sopralluogo congiunto nel Parco di Centocelle al quale hanno partecipato l’Assessorato, il Dipartimento Tutela Ambientale e il Provveditorato Opere Pubbliche, è stata ufficialmente comunicata la consegna delle aree ai due progettisti per le attività preliminari alla rimozione dei rifiuti" fa sapere l'assessora all'Ambiente Katia Ziantoni, nominata solo lo scorso settembre. 

"Con questo provvedimento, di 100mila euro, vengono avviate nell'area due attività distinte, una di indagine e una di progettazione della rimozione dei rifiuti con la quantificazione effettiva dei costi necessari alla cosiddetta bonifica". L'iter prevede 45 giorni per gli esiti delle indagini, al fine di escludere potenziali rischi di inquinamento del suolo, e 30 per la progettazione della rimozione dei rifiuti. Due mesi e mezzo prima di poter parlare di rimozione vera e propria. 

Tempi lenti, specie se si pensa che i cittadini del territorio aspettano da quattro anni. E che a parte l'affidamento di indagini preliminari all'università La Sapienza con un progetto da 39mila euro fermo a giugno 2018, per mancanza - come denunciato dall'ateneo - di indicazioni e collaborazione da parte di Roma Capitale, non hanno visto nemmeno mezzo intervento concreto a riguardo. 

"A valle di queste attività sapremo quanto dovrà essere stanziato, in bilancio, per le successive operazioni di rimozione dei rifiuti" spiega Ziantoni. "Le attività propedeutiche si rendono necessarie sia per la caratterizzazione e la quantità di rifiuti abbandonati sia per escludere eventuali matrici di inquinamento a tutela dell’ambiente e di tutti i cittadini. Cercheremo in questo senso di fare il massimo per dare risposte concrete e tenere informata la cittadinanza sugli sviluppi". Che almeno questa, è la speranza, sia la volta buona. 
 

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