rotate-mobile
Il parco abbandonato di Roma est

Parco di Centocelle, via i fondi dal bilancio. La promessa: "Risorse nel 2022, partiranno lavori e bonifica"

Il consigliere comunale Luparelli a RomaToday: "Non potevamo che stralciarli perché la vecchia maggioranza non li ha impegnati, altrimenti sarebbero andati persi"

I sei milioni di euro stanziati (dopo cinque anni di nulla) dall'ex maggioranza Cinque Stelle sono stati stralciati dal bilancio. Verranno però ristanziati nel 2022. Una procedura quasi obbligata, spiegano dal Campidoglio, per non perderli. Al Parco di Centocelle i cittadini possono tirare un sospiro di sollievo. Le risorse economiche destinate, ma mai spese, a bonifica, lavori di riqualificazione, musealizzazione dei resti archeologici, sono tornate nel calderone delle casse capitoline ma c'è una ragione tecnica e, è la promessa, torneranno fra poche settimane nel bilancio di previsione triennale 2022-2024.

"Non potevamo che stralciarli perché la vecchia maggioranza non li ha impegnati, altrimenti sarebbero andati persi" spiega a RomaToday il consigliere comunale Alessandro Luparelli, abitante a Don Bosco, quartiere del VII municipio confinante con il lato sud del parco (che però ricade sul territorio del V). "Verranno rimessi nel 2022, abbiamo a breve una riunione per definire l'iter per impegnarli in tempo il prossimo anno". 

In allerta il comitato Parco Archeologico di Centocelle (PAC) libero. "Alla notizia ci siamo subito informati e abbiamo verificato che si tratta in sostanza di una procedura amministrativa inevitabile per non perdere i fondi, la stessa procedura usata dai 5 stelle in questi anni" commenta Cristiana Trizzino, tra gli esponenti del gruppo che da anni si batte per la riqualificazione del parco. "Stiamo finalizzando un documento per tutti i ruoli coinvolti, sia a livello comunale che municipale competenti circa le problematiche da risolvere, affinché siano conseguenti alle promesse elettorali. Questo anche per vigilare sulla corretta riassegnazione dei fondi nel bilancio 2022. Lo manderemo nei prossimi giorni anche al sindaco Gualtieri". Già, di lavoro da fare ce n'è parecchio. 

Cosa va fatto al Parco di Centocelle

La priorità è la bonifica dell'ex canalone Mussolini, sul versante ovest del polmone verde. Da un incendio di gennaio 2017 emerse una discarica di rifiuti interrati, con ogni probabilità residui dello sgombero di quello che fu il campo rom Casilino 900. Nonostante un'ordinanza specifica della Raggi che imponeva una bonifica immediata per la salute dei cittadini, nulla è stato fatto. In cinque anni gli esponenti pentastellati sono riusciti solo ad affidare all'università La Sapienza lo studio di caratterizzazione dei rifiuti (i cui risultati non sono stati mai resi noti) e a stanziare 500mila euro per raccolta e smaltimento. Fondi che non hanno fatto in tempo a impegnare nel 2021. "Sarà la prima cosa con cui partiremo" rassicura Luparelli. 

Dalla bonifica ai lavori del secondo stralcio

Step subito successivo: un bando per i lavori del secondo stralcio. E qui da reinserire a bilancio nel 2022 ci sono 3 milioni di euro. Parliamo dei lavori di riqualificazione del verde sul lato di viale Palmiro Togliatti. Ricordiamo che la fruibilità dell'intero parco è infatti ridotta a soli 33 ettari (su 126 totali), gli unici attualmente accessibili e tramite un solo ingresso. Nel 2007 vennero stanziati 3 milioni e 300mila euro per il proseguimento delle opere su altri 18 ettari (secondo stralcio, appunto). Il cantiere comincia nel 2015 (già prima quindi che arrivasse Virginia Raggi) ma si ferma dopo pochi mesi in seguito alla dichiarazione di fallimento dell'impresa aggiudicatrice. Non è mai ripartito. 

Musealizzazione delle opere 

Accanto alla riqualificazione del verde abbiamo poi il progetto di musealizzazione delle aree archeologiche presenti nell'area verde, tuttora recintate e non accessibili. In realtà non utilizzabili finché non viene fatta la bonifica del sottosuolo di cui sopra. La Soprintendenza ha infatti vincolato l'uso di 2,5 milioni di euro stanziati dal Comune per riportare alla luce le ville romane presenti alla messa in sicurezza e sanificazione dei terreni. "Valuteremo - spiega Luparelli - se rimpinguare il fondo con ulteriori risorse disponibili".

Gli autodemolitori da delocalizzare

Altro macrotema che interessa direttamente il parco è la delocalizzazione degli autodemolitori. Ventuno strutture su un'area di 5 ettari circa lungo viale Palmiro Togliatti, più altri due sul lato opposto di via Centocelle. Da tempo i cittadini chiedono un trasferimento delle attività in aree più consone, specie dove siano ridotti i rischi per la salute in caso di incendio e di inquinamento delle zone circostanti. Ma l'operazione di spostamento fuori dal Grande Raccordo Anulare non ha preso il via né con l'amministrazione grillina né con le precedenti. Ora la palla passa alla nuova maggioranza. Le aree per il trasferimento ci sono già. Santa Palomba, Casal Bianco, via della Chiesuola, Torre Spaccata sono quattro di quelle individuate come potenzialmente idonee ad accogliere le attività da parte del Comune. Poi c'è un'altra lista di 17 siti papabili secondo valutazioni fatte dai dipartimenti Urbanistica e Ambiente del Campidoglio. "Ci confronteremo a breve con la Regione Lazio e imposteremo una delibera a riguardo" spiega il consigliere Luparelli. Ancora da capire se le aree verranno confermate o meno. 


 

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Parco di Centocelle, via i fondi dal bilancio. La promessa: "Risorse nel 2022, partiranno lavori e bonifica"

RomaToday è in caricamento