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Una discarica nel parco

Una discarica nel parco

Parco di Centocelle, finalmente il consiglio straordinario: ecco tutte le domande per la sindaca Raggi

Convocata per martedì 19 marzo una seduta d'aula per affrontare le ferite aperte che interessano l'area verde

Il polmone verde di Roma est approda in aula Giulio Cesare. Dopo una lunga lotta dei comitati di quartieri, la causa di Centocelle e del suo parco archeologico dilaniato da inquinamento e rifiuti, sarà al centro di un Consiglio straordinario convocato per martedì 19 marzo. Due ore, dalle 15 alle 17, per passare al setaccio tutte le criticità che i cittadini del quadrante denunciano da anni.

Prima questione: gli strati di rifiuti interrati nel perimetro dell'ex canalone Mussolini, sul lato ovest del parco. Scoperti a gennaio del 2017 per un incendio covante, innescato da processi di autocombusione, che per giorni ha sprigionato fumi dal terreno. Raggi con un'ordinanza sindacale impose una bonifica che però non è mai nemmeno partita. Nell'ultimo bilancio sono stati stanziati 500mila euro. Ma, come anticipato da RomaToday, sono fermi gli interventi di caratterizzazione dei rifiuti, avviati un anno fa grazie a un protocollo con l'università La Sapienza. Senza quelli non si può procedere a nessun risanamento.

Metalli pesanti nel sottosuolo

Altro capitolo strettamente legato è il livello di tossicità rilevato nel suolo. Una ricerca condotta dal CDCA - Centro di Documentazione Conflitti Ambientali che a sua volta ha commissionato lo studio alla Source International, il tutto a fianco dell'associazione Asud onlus e del comitato Pac Libero, ha certificato la presenza di metalli pesanti nel terreno, in otto diversi punti di prelievo. In prossimità del canalone e degli sfasciacarrozze. A novembre la sindaca ha firmato un'altra ordinanza per l'interdizione dei siti oggetto dei prelievi. Null'altro. 

Gli autodemolitori che nessuno sposta

A proposito poi di sfaciacarrozze, per il parco è forse la ferita più grave. Venti autodemolitori che insistono da decenni su un'area vincolata, oggetto di un duro braccio di ferro tra il Comune a guida grillina, che dice di volerli lontani dal parco ma senza aver trovato aree adatte per il loro trasferimento come previsto da un Accordo di programma degli anni '90, e la Regione, che ha dato il via libera all'ennesima proroga con un emendamento alla legge di bilancio a fine dicembre. Norma che il Governo Conte, su spinta della sindaca, ha impugnato alla Corte costituzionale

Il bando per il polo museale 

Senza il trasferimento dei rottamatori e la bonifica delle zone inquinate, rimane bloccato anche il progetto di musealizzazione dei resti archeologici. Due ville romane di pregio per le quali è previsto una sorta di polo culturale di periferia in grado di attrarre flussi di turisti lontano dal centro. Il bando è stato pubblicato a gennaio con importo di 177mila 232 euro. Ma era forse l'unico capitolo che si poteva rimandare, certo meno urgente della sanificazione del quadrante a tutela della salute pubblica dei residenti. 

In tutto questo, sono fermi dal 2015 anche i lavori per la sistemazione del secondo stralcio del parco per il valore di 5 milioni di euro. La ditta che aprì il cantiere, fallita, non ha mai completato gli interventi. E non è chiaro se la somma sia ancora disponibile a bilancio. Insomma, non mancano punti all'ordine del giorno sul tema parco. Tutti da affrontare con urgenza nel Consiglio comunale di martedì. E i cittadini gradirebbero la presenza della sindaca, anche perché ha lei le deleghe all'Ambiente da quando l'ex assessore Pinuccia Montanari ha detto addio. Quindi è direttamente competente in materia. 


 

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