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Rottamatori nel parco di Centocelle

Rottamatori nel parco di Centocelle

Parco di Centocelle, aperta la discussione in Regione ma il Comune non si presenta: "Sgarbo grave"

Tanti i temi da affrontare irrisolti da anni. In Commissione la Città Metropolitana, la Regione e i cittadini

Il parco di Centocelle finisce al centro di una commissione Ambiente in Regione Lazio ma il Campidoglio, competente sull'area, non si presenta. Dopo anni di rimpalli, promesse, proclami caduti nel nulla, ecco l'ennesima delusione per i cittadini del comitato Pac Libero, convocati alla Pisana ma senza poter interloquire con i rappresentanti del Comune di Roma.

Presenti invece la Città metropolitana di Roma Capitale, la Polizia Locale del municipio Roma V ed il Dipartimento di sicurezza e Protezione civile del Campidoglio. Assenti gli assessorati capitolini competenti e le strutture amministrative - come il Dipartimento di Tutela ambientale - che in merito al Parco ricoprono un ruolo centrale. 

"Grave l'assenza del Campidoglio"

"I rappresentanti del Campidoglio continuano a brillare per mancanza di rispetto e garbo istituzionale. Un atteggiamento assai grave soprattutto quando si discute di argomenti come quello degli autodemolitori - in particolare di quelli che insistono sul Parco di Centocelle - che necessitano di essere immediatamente delocalizzati dalla Giunta capitolina" dichiara Eugenio Patanè, consigliere Pd e componente della Commissione regionale Ambiente. 

Il tema degli autodemolitori

Già, la questione autodemolitori è tra quelle centrali che interessano il parco. Da anni si attende la loro delocalizzazione fuori dall'area, lo ricordiamo, sottoposta a vincolo paesaggistico. Eppure i 21 autodemolitori sul lato di viale Palmiro Togliatti sono ancora lì.

Santa Palomba, Casal Bianco, via della Chiesuola, Torre Spaccata, secondo quanto risulta a RomaToday, sono quattro delle aree individuate dal Comune come potenzialmente idonee ad accogliere le attività. Poi c'è un'altra lista di 17 siti papabili secondo valutazioni fatte dai dipartimenti Urbanistica e Ambiente del Campidoglio. Di trasferimento però ancora non si parla, il Comune attende lumi dalla Regione Lazio e la Regione Lazio ha ribadito più volte che, da normativa, non ha alcun ruolo nell'iter decisionale sulla delocalizzazione. 

"Esiste una norma messa a disposizione dalla Regione Lazio nella legge di stabilità del 2018, che consente il riordino del comparto e che è rimasta inapplicata dal Comune di Roma anche dopo la sentenza favorevole della Corte Costituzionale", spiega Patanè. "Vista la situazione disastrosa in cui versa il Parco archeologico di Centocelle, con sversamenti, incendi frequenti e rifiuti interrati, l‘intervento del Campidoglio non è più procrastinabile. C’è bisogno inoltre di autorizzare le imprese che sono in regola con le norme e perseguire gli abusivi". Sul tema dovrebbe tenersi un nuovo incontro tra i due enti istituzionali la prossima settimana. 

Le altre questioni sul tavolo

Ma la presenza degli autodemolitori all'interno del polmone verde è solo una delle questioni. Ci sono la mancata bonifica dei rifiuti interrati nell'area del canalone sul lato di via di Centocelle, la falda acquifera inquinata, gli insediamenti abusivi continuamente presenti e i lavori del secondo stralcio del parco fermi dal 2015. 

"L'audizione di oggi in Commissione Ambiente del Consiglio regionale del Lazio, richiesta per far luce sulle molteplici questioni che caratterizzano il Parco archeologico di Centocelle - commenta anche la consigliera Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti - ha palesato l'inadempienza di Roma Capitale su tutti i fronti, oltreché uno scarso senso di collaborazione tra Istituzioni". 

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