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Daniele Diaco all'ingresso delle cave dei rifiuti interrati

Daniele Diaco all'ingresso delle cave dei rifiuti interrati

Parco di Centocelle, i tempi eterni della bonifica: "Si rischia di perdere i 500mila euro di fondi"

Cittadini e comitati aspettano le operazioni di sanificazione del terreno, propedeutiche a qualunque progetto di riqualificazione dell'area

Al parco di Centocelle, tre mesi dopo il Consiglio comunale straordinario, poco o nulla si smuove. Le procedure per la bonifica dell'ex canalone Mussolini con annessa rimozione dei rifiuti, attese da tre anni, sono ferme. Come non si sa niente del risanamento degli altri punti del polmone verde dove analisi scientifiche hanno rilevato l'alta presenza di fattori inquinanti. E' l'unica certezza, emersa ulteriormente ieri durante una seduta congiunta di commissione Ambiente e Cultura. 

L'incarico è stato affidato dal dipartimento Ambiente ai ricercatori ingegneri della Sapienza, a inizio 2018. Ma come già pubblicato da RomaToday ed emerso da un accesso agli atti fatto dal comitato Pac Libero, i lavori sono fermi alla fase bibliografica preliminare dal giugno 2018, in quanto La Sapienza ha comunicato al Dipartimento la necessità di indicazioni precise sull'attività di campo da svolgere senza mai ottenere risposta. A oggi nulla è cambiato. E dai tecnici del dipartimento non sono arrivate novità. Sulle indagini di caratterizzazione dei terreni commissionate al CNR a metà giugno 2019 sono stati effettuati i primi carotaggi grazie a perforatrici prese dall’Istituto di vulcanologia. Tempi lentissimi, pochissime risposte. 

"Naturalmente, nonostante il lavoro e le buoni intenzioni di tutti i consiglieri di opposizione, ma anche della maggioranza, abbiamo assistito alla retorica del rimpallo di competenze e dei non detti tra i diversi enti pubblici" commentano dal comitato Pac Libero, da sempre in prima linea per chiedere la riqualificazione del più grande parco archeologico dell'area est di Roma, sotto scacco di rifiuti interrati, insediamenti abusivi, degrado diffuso. Senza la bonifica dai rifiuti qualunque progetto che miri a restituire l'area alla città, non può andare in porto. Dai lavori del secondo stralcio del parco, alla musealizzazione delle ville romane. 

E la paura è che i 500mila euro che l'amministrazione ha stanziato per la bonifica vadano persi, dato che da vincoli di bilancio è previsto l'impegno obbligatorio in un bando di gara entro l'anno. "Per ora possiamo solo non gettare la spugna e continuare a lavorare con tutti i mezzi a nostra disposizione sperando che, oltre alle parole e alle promesse, almeno per una volta seguano i fatti" ha commentato il consigliere del Pd Giovanni Zannola. "In questi giorni verrà nominata la nuova assessora all'ambiente Laura Fiorini, presenterò subito una ulteriore interrogazione per chiederLe chiarezza sulle risposte inevase. Per darle il benvenuto e per dirle che il PAC è una priorità". 

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