Parco dell'Appia Antica, fumata bianca: dopo 15 anni approvato il Piano d'assetto

Il Consiglio regionale ha dato l'ok al Piano d'Assetto, uno strumento atteso da almeno 15 anni. Gubbiotti (RomaNatura): "Il prossimo traguardo è fare altrettanto con tutti gli gli altri parchi"

Lotta all'abusivismo, impulso alla ricerca archeologica, promozione dell'educazione ambientale e ricostruizione dell'unità territoriale del grande Parco dell'Appia Antica. Sono questi alcuni degli aspetti contemplati nel Piano d'Assetto che investirà, nei prossimi anni, il più importante parco archeologico e naturalistico della regione Lazio.

L'iter per approvare lo strumento chiave, con cui sarà valorizzato il parco dell'Appia Antica, ha dovuto subire un'improvvisa accelerazione. Dopo il via libera dato ad ottobre dalla giunta Zingaretti ed vari passaggi in commissione ambiente, era necessario farlo approvare dal Consiglio regionale. La Pisana però aveva pochissimi giorni per farlo, pena l'ennesima stagione commissariale. Ipotesi sventata con un colpo di reni. Fumata bianca.

Un passo fondamentale

"Oggi è una data storica – cinguetta su twitter il governatore del Lazio – dopo 30 anni si realizza definitivamente il sogno di Antonio Cederna e di un’intera generazione. Un parco unico al mondo, una svolta per Roma". Stessa soddisfazione è stata espressa dall'assessora all'Ambiente Enrica Onorati che parla di un "passo fondamentale per la coesistenza e convivenza serena dei tanti soggetti interessati a un territorio così esteso, per la gran parte di proprietà privata". Il parco abbraccia, lungo i suoi 3400 ettari, ben tre comuni: oltre a quello capitolino, raggiunge infatti anche Marino e Ciampino.

Cosa prevede il Piano d'Assetto

Come ricordato dall'assessora Onorato i punti fondamentali sono la delocalizzazione delle attività incompatibili, la polifunzionalità agricola, la promozione dell'agricoltura compatibile, gli interventi sulla mobilita' e sulle attrezzature per la fruizione di impianti sportivi e di campeggi". In definitiva lo strumento consentirà di tutelare e valorizzare i beni paesaggistici, ambientali e monumentali, ricostruendo l'unità territoriale del Parco. L'obiettivo è, chiaramente, quello di garantirne una piena fruibilità, anche mediante la realizzazione di nuovi sentieri.

Gli altri Piani fermi nei cassetti

L'approvazione del piano d'assetto potrebbe aprire una partita importante anche per altre aree verdi che, nel territorio romano e regionale, necessitano di maggiori tutele e risorse.  Per Maurizio Gubbiotti, presidente di RomaNatura, lo strumento appena approvato alla Pisana  punta sempre più sull’ "intreccio fantastico tra natura, storia e cultura". Nel farlo "potrà giocare un ruolo importante nella valorizzazione delle realtà produttive locali, di una agricoltura di qualità, del pieno sviluppo di attività sostenibili, del nostro sistema dei parchi romano e regionale". Sono obiettivi cullati anche dagli altri enti. E Roma Natura non perde l'occasione di sottolinearlo. " Siamo di fronte al traguardo dell’approvazione definitiva di tutti i Piani d’Assetto del sistema dei parchi regionale a partire da alcuni di RomaNatura da tempo consegnati e pronti". Si tratta quindi di tirarli fuori dai cassetti.  L'attesa, nel caso della riserva di Decima Malafede come in quella del Laurentino Fonte Ostiense, dura ormai da troppo tempo.


 

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