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Raggi perde il delegato alla ciclabilità: "Mi dimetto, decide solo la burocrazia"

Paolo Bellino non è più delegato alla mobilità ciclabile: "Con enorme sollievo non sono più un dipendente dell'Amministrazione capitolina"

"Farò tutto il possibile per sviluppare una ciclabilità finalmente moderna"Così Paolo Bellino, lo scorso agosto, spiegava i suoi progetti a RomaToday. Da pochi giorni era stato nominato delegato alla mobilità ciclabile. Un giro, questo, durato meno di un anno. Perché Rotafixa è sceso dalla bici e si è dimesso. Lo ha annunciato sul proprio blog: "Con enorme sollievo non sono più un dipendente dell’Amministrazione capitolina. E questo dal 4 maggio scorso". 

Ma cosa può essere accaduto? Bellino ha parlato di motivi personali e che l'Amministrazione attuale è fuori da qualsiasi polemica. Più che altro, il vero ostacolo è stato rappresentato dalla burocrazia: "Mi era ormai impossibile avere un rapporto così stretto con i dipartimenti, con cui lo scontro era (ed è ancora) pressoché totale".

Insomma, un viaggio pieno di buche. Un'esperienza "terribile dal punto di vista sociologico, antropologico e logico" che ha avuto il tempo di scovare alcuni lati positivi: "Ho conosciuto persone molto interessanti e innamorate del servizio pubblico. È stato un privilegio aver fatto un pezzo di strada insieme".

Preambolo d'obbligo prima di delineare il proprio operato: "La mia soddisfazione principale è stata riavviare un dialogo interrotto tra Amministrazione capitolina e soprintendenze varie, che ha portato allo sblocco della ciclabile Nomentana, dell’acquisto di rastrelliere, della riqualificazione dell’Appia Antica; di aver fatto modificare progetti non in linea con le esigenze del ciclismo urbano moderno come su Prenestina e di aver chiarito a chi progetta quale sia il metodo da seguire; di aver ottenuto dal governo i soldi richiesti per il Grab, la cui stima irrealistica avrebbe portato a poco più di un buon circuito senza servizi. Mentre ora può mettere mano alla riqualificazione dell’area del Colosseo, al percorso in sicurezza da Termini per i turisti che arrivano da stazione e aeroporto, alle 4 grandi velostazioni moderne: per un totale di quasi 15 milioni. Più altre sorpresine che arriveranno nel tempo e di cui è prematuro parlare. Per il resto solo amarezze e almeno due scazzi al giorno, in media e week end compresi, con 'gli uffici'. Quanto sopra non è un bilancio completo". 

Eppure, sulla mobilità ciclabile il cammino è arduo. Un problema senza tempo. E non poteva che essere così nella Città eterna: "Roma deve diventare ciclabile anche a prescindere da chi ha la penna in mano e non firma per la ciclabilità. La penna è in mano alla burocrazia, che non la molla e scrive spesso il contrario di quanto chiesto. O fa in modo che diventi il contrario o blocca il processo con motivazioni ridicole. Non ci vuole molto coraggio per mandare a quel paese questa burocrazia. Per ora ho cominciato io".

Un situazione di non facile gestione, quindi. E del nervosismo era palesato anche di recente, in uno scontro social con il blog 'Riprendiamoci Roma' sullo stato delle ciclabili. Scontro che nelle ultime ore è riapparso su Facebook. Al "Ciao ciao #bikemanager" è stato risposto "Credice"

Rotafixa continuerà a collaborare "sui temi della ciclabilità, ma in forma per ora privata e volontaria, con chi ha la responsabilità politica della Capitale. Con una formulazione differente tra qualche mese. Fino ad allora seguo vicende mie - accantonate da tempo anche per il mio servizio civile– che non riguardano nessuno, in massima parte fuori Italia e fuori Roma". Sempre in sella a una bicicletta. Guardando altrove. Lontano da scrivanie e scartoffie.

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