Palazzo sgomberato a Monfortani, sul web l'annuncio per 5 milioni. I proprietari: "Nessuna vendita"

Sui siti di annunci immobiliari la proposta di vendita del complesso di via Prenestina per 5 milioni e mezzo di euro. Secondo quanto apprende Romatoday però i proprietari non sono intenzionati a vendere

Era stato occupato in un giorno 'speciale' per il mondo cristiano: l'8 dicembre 2015, il primo del Giubileo della Misericordia di Papa Francesco. E non era un caso: i movimenti per il diritto all'abitare lo avevano scelto proprio perché di proprietà di un ente religioso. "Prima i poveri" il grido di battaglia dei senza casa, quasi un eco al messaggio cristiano. Il grande complesso di via Prenestina 1391, per poco più di un anno, è così diventato una 'casa' per 70 famiglie per poi essere stato sgomberato venerdì 20 gennaio con un ingente schieramento delle forze dell'ordine. Il bilancio: 15 attivisti arrestati, poi rilasciati il giorno seguente; 40 denunciati; 70 famiglie, tra cui molti minori, rimasti senza casa. 

Mentre scriviamo il palazzo è oggetto di un annuncio pubblicato su diversi siti di compravendite immobiliari. 5 milioni e mezzo di euro, il valore da cui parte la trattativa. L'offerta comprende 6.100 metri quadrati di immobile 'cielo-terra', un parco di 18 mila metri quadrati con alberi di alto fusto. "La destinazione urbanistica dell'immobile ad oggi risulta a servizi (B/1)" si legge nell'annuncio. Ma, continua il messaggio, è "possibile un eventuale cambio d'uso". Si propone inoltre l'acquisto di ulteriori 2800 metri quadrati "contigui alla struttura" con "ulteriori 2800 metri quadrati contigui alla struttura" e altro parco per 6 mila metri quadrati, con la possibilità di arrivare a 8 mila. 

La pubblicazione dell'annuncio risale al 25 novembre del 2015, pochi giorni prima dell'occupazione da parte dei movimenti per il diritto all'abitare. L'immobile, quindi, dovrebbe essere rimasto in vendita per tutta la durata dell'occupazione. Grazie a una telefonata ai contatti indicati a margine dell'annuncio, è arrivata però anche la conferma: "L'immobile è ancora in vendita". Secondo quanto apprende Romatoday però i proprietari dell'immobile, i religiosi della Provincia Italiana Missionari Monfortani, non sono intenzionati a venderlo e, dopo la nostra segnalazione, avrebbero deciso di avanzare richiesta di rimuovere l'annuncio di vendita.

Per i religiosi, l'occupazione, come hanno spiegato in una nota diffusa dall'ufficio legale Dikaios International, "impediva un percorso destinato a fare della struttura una sede dei Missionari stessi, di altre realtà laiche e religiose e di iniziative a carattere solidale. La Congregazione, infatti, aveva sin dall’inizio escluso una soluzione di carattere speculativo privilegiando, nelle varie possibilità affacciatesi per l’acquisizione dello stabile, quelle di carattere spirituale e solidale" continua il documento nel quale si evidenziano anche le carenze strutturali dell'immobile, in relazione ad una occupazione a scopo abitativo (LEGGI LA NOTA COMPLETA). 

Intanto, venerdì scorso le famiglie sgomberate sono tornate a protestare davanti alla sede dei padri Monfortani, in via Emilia. "Ora stiamo in mezzo a una strada" la denuncia. "Molti hanno trovato soluzioni di fortuna, c'è chi dorme da amici, chi in macchina".

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