Centro storico, più spazi espositivi e acquedotto Vergine visibile: palazzo Sciarra verso il piano di recupero

La commissione capitolina Urbanistica ha dato il via libera. Il presidente Chiossi: "Non cambiano i volumi ma aumenta la superficie"

Palazzo Sciarra (Foto Facebook Carlo Maria Chiossi)

Per la ristrutturazione di palazzo Sciarra c'è il primo via libera. La commissione capitolina Urbanistica ha approvato ieri il Piano di recupero avanzato dalla Fondazione Roma, proprietaria dell'immobile storico che sorge tra via del Corso e via Minghetti. "Il prestigioso Palazzo Sciarra", ha scritto il presidente della commissione Urbanistica Carlo Maria Chiossi "è un bene culturale che rientra nel patrimonio degli immobili a cui è attribuito l’interesse storico-architettonico tutelato da specifiche leggi volte a preservarlo".

Il piano di recupero presentato dalla Fondazione Roma, spiega ancora Chiossi, "punta alla riqualificazione dell’edificio, che rientra nel tessuto della città storica, mediante un intervento di ristrutturazione edilizia finalizzato a preservare, ripristinare e valorizzare le peculiarità edilizie che concorrono al suo valore storico-architettonico". L'intervento, specifica ancora il consigliere M5S, non altererà la sagoma dell'edificio ma la Sul (Superficie utile lorda) verrà aumentata di 260,62 metri quadrati.

Ecco cosa prevede il piano: "Ampliamento degli spazi espositivi esistenti, mediante il ripristino dell’originaria dimensione dell’immobile; una “musealizzazione” delle arcate dell’Acquedotto Vergine; un ampliamento della rete dei percorsi con la realizzazione di una copertura vetrata in corrispondenza del cortile storico".

Per quanto riguarda la Sul aggiuntiva 250,02 metri quadrati verranno aggiunti al piano interrato "destinando a servizi parte dello spazio attualmente utilizzato come autorimessa, esclusivamente per consentire l’accesso e l’osservazione dei reperti dell’Acquedotto Vergine, mediante una scala e due ascensori che migliorano i collegamenti verticali dell’edificio". I resti dell’antico acquedotto "saranno resi visibili anche dal sovrastante cortile interno dell’edificio, attraverso una pavimentazione trasparente realizzata in corrispondenza dell’antico tracciato". E ancora: 10.60 metri quadrati al sesto piano con destinazione di locale tecnico.

La Sul oggetto di ripristino, continua Chiossi, "sarà pari a 230,38 metri quadrati e consentirà il rispristino dell’originaria grandezza dell’immobile attraverso la realizzazione di locali destinati a servizi sempre necessari a garantire l’accesso e la visibilità dei reperti archeologici".
 

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