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Eur, sul Palazzo dei Congressi un viaggio nella Memoria: sulla facciata le vittime della Shoah

Per commemorare il giorno della Memoria una suggestiva iniziativa promossa da Eur Spa e la Comunità Ebraica di Roma

La bianca facciata di travertino del Palazzo dei Congressi per una notte si trasforma e diventa come un telo cinematografico su cui realizzare una suggestiva proiezione.

Le vittime della Shoah

Le immagini che nella serata del 27 gennaio sfilano sul monumentale edificio dell’Eur, sono quelle di donne, uomini e soprattutto bambini di famiglia ebraica. Sono i volti ed i nomi che nella giornata internazionale della Memoria, e non solo in quella data, non andrebbero mai dimenticati. Rappresentano le vittime dell’olocausto.

L’evento, promosso Eur Spa e patrocinato da Roma Capitale, è stato progettato in stretta collaborazione con la Comunità Ebraica di Roma, con cui Eur Spa ha  con cui è stato sottoscritto un protocollo. L’accordo prevede l’impegno, da parte dell’ente che gestisce il patrimonio architettonico e naturalistico del cosiddetto “pentangono” di Roma, a sostenere iniziative ed eventi legati alla memoria della Shoah.

Dedicato a chi non fece ritorno

Le proiezioni artistiche, curate dai Quiet Ensamble, propongono un viaggio nella memoria del forte impatto emotivo. L’opera combina video e immagini fotografiche, concesse dalla Fondazione Museo della Shoah, dei romani che, deportati ad Auschwitz, non vi hanno più fatto ritorno. E si alternano a farsi di 
Primo Levi, Piero Terracina, Ugo della Seta, Simon Wiesenthal, Hanna Arendt, Liliana Segre, Jean-Luc Godard, Italo Calvino, Ray Bradbury, capace di creare una uniformità complessiva della narrazione incentrata sul valore della memoria della Shoah.

La proiezione

La videoinstallazione apre con immagini dei roghi organizzati nel 1933 per bruciare i libri considerati dai nazisti “contrari allo spirito tedesco” e che chiude in modo toccante con i disegni di Aldo Gai sul rastrellamento nazifascista avvenuto il 16 ottobre del 1943 nel Ghetto di Roma, gentilmente concessi dalla famiglia Gai.  “L’Olocausto - viene ricordato sulla facciata del Palazzo dei Congressi - è una pagina del libro dell’Umanità da cui  - scriveva Primo Levi - non dovremmo mai togliere il segnalibro della memoria”.

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