Pakistana rapita, Sbai: “Interessa più a qualcuno la vita delle donne in Italia?”

“La notizia del rapimento di una 16enne per obbligarla ad un matrimonio forzato in Pakistan è gravissima"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

"La notizia del rapimento di una sedicenne di origine pakistana per obbligarla ad un matrimonio forzato in Pakistan è gravissima ma non nuova, purtroppo, in questo clima di multiculturalismo sfrenato che favorisce ogni genere di sopruso in nome di una inesistente tradizione. Tutto a danno di donne e seconde generazioni, totalmente abbandonate a sé stesse, senza una legge che ne tuteli vita e diritti. Mentre una certa politica si preoccupa di allargare sempre più le maglie delle concessioni a chi vorrebbe far passare per tradizione i matrimoni forzati, la segregazione, le mutilazioni genitali, la poligamia e tanto altro, ci sono giovani delle seconde generazioni che scompaiono letteralmente nel nulla".

Così Souad Sbai, ex parlamentare e presidente di Acmid Donna che difende le donne italiane e straniere vittime di violenza, commenta la vicenda del rapimento di una sedicenne pakistana da parte di un uomo per farla sposare in Pakistan ad un uomo a cui era stata promessa.

"Questa ragazzina - attacca Sbai - è persa per sempre e non voglio nemmeno pensare al suo destino, anche se lo immagino perfettamente per averne trattati migliaia. Si può tollerare che l'Italia diventi un serbatoio di mogli forzate per qualcuno oltreconfine? Così tuteliamo i giovani che cercano da noi, in Italia, un futuro diverso da quello orribile che troverebbero altrove? Questo governo - dice - ha nominato molte donne ma ha dimenticato un piccolo dettaglio: le pari opportunità e noi non sappiamo dove sbattere la testa, senza rappresentanza, con una violenza ogni giorno sulle donne. Le riforme - conclude Sbai - non si vogliono fare perché lo status quo conviene alle elite buoniste dei salotti radical chic: una giovane morta o sparita in più o in meno, del resto, a chi interessa?".

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