Ostia: il murales anti mafia è stato censurato. La Regione offre un immobile per rifarlo

L'associazione a.DNA spiega il processo che aveva portato alla prima versione, poi "stravolta e strumentalizzata" del murales di Ostia. Interviene Zingaretti: "E' una vergogna. La Regione darà spazio al murales censurato dal Municipio"

Murales con i volti oscurati. Foto di O.Giampaoli

I volti non ci sono più. Sono stati coperti da una selva di foglie . E' in tal modo cancellato il viso di Federica Angeli e quello di Manuel Bortuzzo, ma anche di Mario Rosati, di Cristina Franceschi, di Giorgio Jorio e di un'anonima operatrice culutrale. Questo è l'epilogo delle proteste sorte per il murales di Ostia Lido Nord.

Una settimana di polemiche e pressioni

"Quelle foglie sono un monito per chi pensa che l'arte urbana sia servile decorazione, il vuoto di quel rosso è un presidio permanente per ricordare ai cittadini l’accaduto" fanno sapere dal collettivo a.DNA, l'associazione che aveva contribuito alla realizzazione del murales di Lucamaleonte. "Dopo più di una settimana di polemiche e pressioni subite, ora l'opera è stravolta del suo significato iniziale". Ma perchè i volti sono stati fatti cancellare?

Chi ha chiesto la rimozione 

Tutto è partito con le proteste di Casapound e del suo consigliere municipale che, del resto, si è anche intestato il risultato. "Federica Angeli non c'è più. Alla fine ho vinto io" ha dichiarato Luca Marsella, commentando la nuova versione del murale. Il risultato andrebbe tuttavia condiviso con l'amministrazione pentastellata del municipio visto che è partita da Antonio Di Giovanni, capogruppo grillinno, la richiesta di "rimuovere il murales e di sostituirlo con quello corrispondente al progetto". 

La genesi del progetto

"La scelta dei volti da suggerire all’artista è stata effettuata  attraverso la partecipazione aperta di diverse entità territoriali, come previsto dal progetto presentato e approvato da ATAC spa il 5 giugno e ufficializzato il 28 giugno dall’ente proprietario dell’immobile, la Regione Lazio" fa sapere, tramite una  nota, l'associazione a.DNA. "Il Municipio X di Roma, in possesso di tali documenti protocollati martedì 11 giugno, è stato tenuto al corrente di tutto l’iter burocratico essendo in copia a tutte le comunicazioni, per poi rilasciare i permessi per l’occupazione di suolo pubblico il giorno precedente l’inizio dei lavori, martedì 9 luglio".

Un'opera collettiva

In sostanza si è trattato di realizzare un'opera collettiva, cui ha contribuito "una rete di dieci Istituti Scolastici del Municipio X che ha coinvolto 36 classi, 32 docenti, in circa 40 iniziative su tutto il territorio, con più di 1000 studenti partecipanti confluiti dal 19 al 25 maggio 2019 ne 'La Settimana del Decimo Libero"  ha spiegato Mirko Pierri presidente di a.DNA.  La maggior parte dei volti scelti per la rappresentazione, sono però spariti. Coperti dalle foglie. Una sorta di monito nei confronti degli utenti che, passando davanti la stazione, ora si chiederanno cosa sia successo all'opera d'arte. 

"Hanno voluto usarci come arma contro noi stessi. Ci hanno intimidito e attaccato per cancellare la lista di volti la cui unica colpa è essere "vivi" ricordano gli attivisti di a.DNA . Il murales ne esce stravolto e, come fa sapere il collettivo che aveva contribuito a realizzarlo, "non ci sarà la firma di Lucamaelonte, che non è autore di quest'opera ma di quella inizialmente da lui eseguita". E così "Ostia ha  perso così l'occasione di conservare un pezzo della sua memoria storica da tramandare a quei "giovani vivi", che sono il futuro di questa parte importante di città.

L'intervento della Regione

"La lotta alla mafia non puo' essere divisiva o censurata. Mai. Quanto avvenuto ad Ostia e' una vergogna, è l'ennesima ferita inflitta, questa volta addirittura dalle istituzioni, a tutte quelle persone che ogni giorno lottano contro il potere delle mafie" ha commentato il presidente della Regione Nicola Zingaretti. A fronte di un'opera visibilmente stravolta, il governatore ha annunciato che "la Regione Lazio è pronta a dare ospitalità al murales contro la mafia censurato dal Municipio. Già in passato - ha spiegato - abbiamo scelto di riqualificare le mura di palazzi di proprietà dell'Ater portando colori, disegni e arte. Questa volta, ci sara' anche un messaggio chiaro: la Regione Lazio sara' sempre contro la mafia e dalla parte di chi la combatte".

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