Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Incendio al San Pietro, la Regione: "Ospedale dia i tempi di riapertura". E' allarme dai sindacati

Cisl FP: "A rischio livelli salariali e occupazionali dei dipendenti". Intanto ripartiranno le attività ambulatoriali e la radioterapia

Si lavora per tornare alla normalità, ma con ogni probabilità ci vorranno settimane. Al Villa San Pietro di via Cassia, dopo il rogo di sabato che ha costretto all'evacuazione dell'intero ospedale con più di 400 pazienti trasferiti o dimessi, il bilancio è amaro. Gli unici reparti agibili che ripartiranno a breve sono quelli delle attività ambulatoriali e di radioterapia per i pazienti oncologici, settori non interessati dal black out elettrico. 

La regione Lazio ha chiesto alla struttura privata, accreditata, un dettagliato cronoprogramma, oltre all'allestimento di uno sportello per fornire tutte le informazioni ai pazienti e ai loro famigliari trasferiti presso altre strutture o in lista d’attesa, con priorità ai malati oncologici e a tutti i pazienti in attesa di follow-up. Ricordiamo che dei 400 presenti 120 sono state spostati al policlinico Gemelli, al San Filippo Neri e al Sant'Andrea, all'Umberto I e al San Camillo. 

Mentre scatta l'allarme da parte dei sindacati per gli stipendi degli 800 dipendenti dell'ospedale e dei circa 150 lavoratori delle cooperative che collaborano con il Villa San Pietro. Dalla Cisl Fp Lazio, si esprime "preoccupazione rispetto alla tenuta dei livelli salariali e occupazionali dei dipendenti a seguito dell'interruzione delle attività assistenziali". "Sulla sicurezza bisogna fare di più - ha detto Roberto Chierchia, segretario generale della Cisl Fp Lazio –  ci vogliono maggiori investimenti e maggiore prevenzione".


 

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