Sant'Andrea, inaugurato nuovo ambulatorio di cure simultanee per malati di tumore

Aperto ai pazienti dallo scorso 1 dicembre, il servizio rappresenta un’eccellenza nel panorama sanitario regionale e nazionale, che completa l’offerta del nosocomio capitolino, già a forte vocazione oncologica

Inaugurato oggi, presso l’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, il nuovo ambulatorio di cure simultanee, alla presenza del rettore dell'università La Sapienza di Roma e dei vertici aziendali. Aperto ai pazienti dallo scorso 1 dicembre, il servizio rappresenta un’eccellenza nel panorama sanitario regionale e nazionale, che completa l’offerta del nosocomio capitolino, già a forte vocazione oncologica.

Le cure simultanee sono un nuovo modello assistenziale multidimensionale che integra terapie antitumorali e cure dei sintomi legati al trattamento e alla malattia stessa. Scopo di tale approccio è soddisfare i fabbisogni sanitari, sociali e psicologici del malato e della sua famiglia attraverso la collaborazione di vari professionisti ospedalieri (oncologi, ematologi, chirurghi, radioterapisti, internisti, ecc.), oltreché mediante l’integrazione con i servizi territoriali.

Ciò significa accompagnare il paziente – e la famiglia - lungo le diverse fasi del percorso oncologico, sostenendone un recupero funzionale e favorendone un miglioramento della qualità di vita. Destinatari del servizio sono malati oncologici/ematologici in fase attiva di trattamento che presentano effetti collaterali e pazienti oncologici/ematologici "cronici" e/o "fragili" che necessitano di terapia di supporto o di terapie infusionali brevi. 

Il percorso consiste nello stabilizzare il sintomo del paziente in ospedale, implementando la terapia di supporto attraverso un approccio multidisciplinare, per favorirne successivamente l’integrazione con il territorio grazie al supporto del servizio di assistenza domiciliare delle ASL, del medico di medicina generale e degli specialisti del territorio. Il piano assistenziale integrato è, quindi, redatto congiuntamente dall’equipe medica dell’ambulatorio con il medico di medicina generale e il responsabile del territorio, a beneficio del paziente che è seguito in modo continuativo. 

Il percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) così programmato garantisce la completa reversibilità dei regimi assistenziali (ospedale-domicilio-ospedale), riduce gli accessi impropri in pronto soccorso, i ricoveri inappropriati e le complicanze infettive nosocomiali, consentendo di mantenere sempre il timing dei trattamenti.
 
 

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