Giovedì, 18 Luglio 2024
Politica

Rocca promette la riapertura del San Giacomo: "Sarà ospedale di comunità con 170 posti letto"

"Dopo un'interlocuzione con la famiglia Salviati posso annunciare che riapriremo l'ospedale" ha detto il presidente della Regione. Lo scorso febbraio la sentenza della Cassazione

L'ospedale San Giacomo tornerà a disposizione dei romani. A dare la notizia il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, parlando nella conferenza stampa organizzata per fare il punto sui suoi primi 100 giorni di mandato. Al capitolo sanità c'è anche, appunto, la riapertura della struttura ospedaliera della Capitale chiusa dal 2008. 

"Dopo un'interlocuzione con la famiglia Salviati e gli eredi posso annunciare che riapriremo l'ospedale" ha detto il governatore, ex numero uno della Croce Rossa Italiana. "La Corte di Cassazione aveva già messo la sua parola sulla chiusura del San Giacomo, una vicenda gestita male. Ma non sarà un ospedale per gli acuti. Ciò che andremo a fare è un ospedale da 170 posti letto di comunità. Che a Roma non ci sono. Una struttura restituita ai cittadini romani con questa finalità. Al suo interno ci sarà poi una grande area specialistica ambulatoriale". 

La storia del San Giacomo

Una vicenda lunga e complessa quella intorno all'ospedale del centro storico di Roma. Fondato nel 1500 in via Canova come "Ospedale degli Incurabili" dal Cardinale Antonio Maria Salviati che lo donò alla collettività, negli ultimi quindici anni è stato chiuso, passando nelle mani di diverse proprietà e diventando oggetto di una polemica infinita. La battaglia per la sua riapertura è nella mani della nipote del Cardinale, Oliva Salviati. Lo scorso febbraio la sentenza della Cassazione ha accolto il ricorso degli eredi bocciando la decisione, presa nel 2008 dalla Regione Lazio guidata da Piero Marrazzo, di chiudere la struttura di via Canova. Che ora, è la promessa del presidente Rocca, riaprirà. E sarà un ospedale di comunità. Di cosa si tratta esattamente?

Cos'è un ospedale di comunità 

Con l'espressione "ospedale di comunità" si fa riferimento a strutture sanitarie di ricovero della rete di assistenza territoriale. Svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero. Sono rivolte a pazienti che, a seguito di un episodio acuto minore o alla riacutizzazione di patologie croniche, hanno bisogno di interventi sanitari a bassa intensità clinica, potenzialmente erogabili a casa, ma che necessitano di assistenza e sorveglianza sanitaria infermieristica continuativa, anche notturna, questa non fattibile a domicilio o in mancanza di idoneità del domicilio stesso (strutturale o familiare).

A Roma non esistono ancora strutture di questo tipo. Il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) prevede la realizzazione di 400 strutture di questo genere sparse sul territorio nazionale entro il 2026, con un miliardo di euro di investimento. 

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