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Venerdì, 20 Maggio 2022
Politica Trastevere

Fatebenefratelli, niente accordo con i sindacati: il 23 settembre sarà sciopero

Fumata nera ieri all'incontro in Prefettura tra l'ospedale e i rappresentanti dei lavoratori: "Posizioni inconciliabili". La risposta dell'azienda: "La maggioranza è d'accordo"

Nessun accordo. L'incontro di ieri tra la proprietà dell'ospedale Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina e i sindacati (Fp Cgil, Cisl Fp e Ugl sanità) si è concluso con un nulla di fatto. “Le posizioni sono inconciliabili” hanno fatto sapere i rappresentanti dei lavoratori che hanno rigettato nuovamente l'accordo, sottoscritto al momento solo da Uil e organizzazioni dei medici. Il prossimo 23 settembre sarà sciopero con il rischio di far saltare molti dei servizi assistenziali della struttura sanitaria.  

I SINDACATI - Al centro del contendere un Piano di rientro che prevede una sforbiciata di 14 milioni di euro con tagli anche agli stipendi dei dipendenti. Un 'accordo quadro' già firmato tra la proprietà e le organizzazioni sindacali del personale medico, mentre per infermieri e tecnici solo la Uil Fpl che Cgil, Cisl e Ugl contestano. “Dopo una lunga discussione, l'azienda ha ribadito che non accetta di modificare il piano” ha spiegato Roberto Chierchia della Cisl Fp. “Siamo consapevoli della crisi finanziaria dell'ospedale, ma non possono essere colpiti i lavoratori. Tra l'altro il piano riguarda non solo i dipendenti, ma anche i lavoratori della cooperativa Sinapsi che fornisce l'attività di supporto".

OSPEDALE FATEBENEFRATELLI - I sindacati inoltre hanno sottolineato che "l'azienda non ha accolto neanche la nostra proposta di effettuare un referendum tra i lavoratori dell'ospedale, per dimostrare che la maggioranza è d'accordo con noi”ha concluso sperando nell'intervento della Regione Lazio che ieri non era presente al tavolo in Prefettura.
La proprietà dell'ospedale però è decisa a tirare dritto per la sua strada e a difendere le sue posizioni. “Chi ha già sottoscritto gli accordi in questione rappresenta, di fatto, la maggioranza dei lavoratori iscritti a tutte le organizzazioni mediche e del comparto presenti nel Nosocomio” commenta in una nota Gianluigi Baroni, avvocato della Price Waterhouse Cooper, società incaricata con la Società di Consulenza KPMG e lo Studio Professionale Bonelli Erede Pappalardo di occuparsi dell'operazione di rilancio dell'Ospedale. Smentiti i tagli di 14 milioni di euro agli stipendi dei lavoratori: "Non è vero che la manovra sul costo del lavoro riguarderà solo i trattamenti retributivi. Tale intervento è previsto in via sussidiaria ed eventuale. Prima di arrivare a ridurre gli stipendi, il piano prevede di agire su altre 'leve', come la riorganizzazione delle attività, il prepensionamento, la 'mobilità regionale, il taglio degli sprechi e l'eliminazione delle aree di inefficienza”.

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