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Orti urbani è boom di iscrizioni: con il Covid aumentati i romani che cercano un terreno da coltivare

Cresce l'interesse dei romani per gli orti. Andrea Messori (Rete gli orti urbani): “Dal lockdown a oggi richieste aumentate del 30%”

Aumentano i romani che sognano un pezzo di terra da coltivare. In tutta la città, nel corso dell’ultimo anno, chi gestisce gli spazi destinati agli orti urbani deve fare i conti con liste d’attesa che si allungano.

Le liste d'attesa

“Negli ultimi tempi, direi essenzialmente nel corso dell'ultimo anno, abbiamo cominciato a ricevere tra le tre e le cinque richieste d'iscrizione  a settimana - ha dichiarato Filippo Cioffi, presidente dell’associazione 'Vivere In' che a Casal Brunori, nel Municipio IX, ha in affidamento oltre 107 lotti del parco Ort9 Largo Albani - non possiamo fare altro che mettere queste persone in una lista d’attesa che ha superato le 100 iscrizioni”.

Gli orti alla Caffarella

Anche nella Caffarella le candidature non mancano. “Stiamo ricevendo decine di richieste per avere in affidamento uno dei piccoli spazi dell'Orto socio-didattico della Caffarella. Comprendiamo le motivazioni di tutti, ma come potete immaginare non abbiamo la possibilità di rispondere positivamente” ha spiegato l’ente Parco dell’Appia Antica. Non ci saranno nuove assegnazioni “per il momento”, e dovranno anche essere “riviste le procedure per tentare di accontentare più persone possibile”.

Il regolamento che non c'è

Il fenomeno degli orti urbani, nell’ultimo decennio ha conosciuto un’importante diffusione nel contesto capitolino. Nel 2015 è stato oggetto anche di una delibera della Giunta Marino, mai portata in Aula Giulio Cesare. Era tesa a disciplinare una materia fino allora affidata all’organizzazione spontanea.In tutti i quadranti della città, infatti, terreni prima incolti e spesso degradati, sono stati prima bonificati e poi coltivati. Dal Tintoretto a Prati l’elenco è lungo. Ma il fenomeno ha conosciuto un ulteriore impulso nel corso degli ultimi mesi, pur in assenza del nuovo regolamento, promesso  mai approvato dall'amministrazione comunale. 

Il boom di iscrizioni

“Sono aumentate di circa il 30% le richieste dei romani interessati ad avere un terreno da coltivare in un orto urbano. E questo trend è cominciato a verificarsi durante il lockdown, quando seppure con delle limitazioni, è stato consentito ai cittadini di continuare a coltivare i propri terreni” ha spiegato Andrea Messori, della Rete Orti in Comune, una realtà che raccoglie oltre 600 ortisti a Roma.

Aumentano i giovani

Il fenomeno offre spunti imprevedibili. “Glii orti urbani hanno spesso uno spazio comune, aperto a tutti - ha chiarito Messori - e questo ha facilitato l’avvicinamento di persone che, memori del lockdown, hanno iniziato ad interessarsi della possibilità di avere un posto dove stare all’aria aperta. L’altro trend che abbiamo riscontrato - ha aggiunto Messori - è che la metà delle nuove richieste proviene da giovani con età compresa tra i 20 ed i 30 anni”. Spinti forse dalla ricerca di nuovi spazi di socialità, o semplicemente, dal desiderio di riannodare i fili con una tradizione che a Roma, comune agricolo più grande d’Europa, aveva saltato una generazione. Ma che, anche per effetto del Covid, sta velocemente facendo riaffiorare un interesse crescente verso gli orti. Rigorosamente urbani.
 

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