Rifiuti, Raggi firma l'ordinanza e allontana l'emergenza: "Usiamo i Tmb di Cerroni"

Dopo la conferma da parte del Consiglio di Stato dell'interdittiva antimafia al consorzio Colari, la municipalizzata capitolina avrebbe dovuto interrompere i conferimenti

Prima la nota della Regione Lazio: "Valutare l'adozione di ogni provvedimento utile". Poi, nel tardo pomeriggio di ieri, l'ordinanza della sindaca di Roma Virginia Raggi: l'Ama deve continuare a portare i rifiuti di Roma negli impianti di trattamento di Malagrotta gestiti dal Colari che fu di Manlio Cerroni. Dopo l'incontro in Prefettura di mercoledì sera, la macchina 'inter-istituzionale' si è messa in moto per evitare alla Capitale l'ennesima emergenza rifiuti. Un rischio "reale" per un "già delicatissimo ed instabile equilibrio del sistema", si legge nel provvedimento, che non reggerebbe al crollo di una tegola pesante come quella di non poter più utilizzare i due impianti privati.

La situazione è già al limite. Gli impianti di Ama, dopo la riduzione del 50 % dei rifiuti trattati a Malagrotta, si sono sobbarcati la differenza e sono già al collasso. Le "fosse di ricezione" sono piene a causa "del complessivo aumento dei conferimenti" ed è impossibile "far fronte ad un ulteriore eventuale aumento". Nemmeno il tritovagliatore può essere attivato in tempi utili. Le quantità conferite ad impianti in altre regioni, poi, "non sono suscettibili di incrementi". 

Dopo la conferma da parte del Consiglio di Stato dell'interdittiva antimafia adottata nel 2014 nei confronti del consorzio Colari un'azienda pubblica come l'Ama non potrebbe più pagare il servizio fornito dal Colari con il conseguente blocco delle attività. Un lusso che il sistema di gestione dei rifiuti romano non si può permettere. Lo ha scritto la Regione Lazio in una nota che porta la data di ieri. L'ha confermato Ama descrivendo le "criticità" dei suoi impianti. Roma si è ritrovata allo stesso punto vissuto oltre tre anni fa quando l'ex sindaco Ignazio Marino, di fronte allo stesso scenario, firmò un'ordinanza simile, per allontanare di tre mesi il fantasma dell'emergenza rifiuti. 

L'ordinanza di Raggi durerà il "tempo strettamente necessario all'individuazione di più opportune soluzioni" e comunque non più di sei mesi. La sindaca ha ordinato ad Ama di continuare i conferimenti negli impianti di Malagrotta e al consorzio Colari e alla società E. Giovi di "assicurare piena operatività dei citati impianti Tmb" accettando le quantità richiesta dalla municipalizzata romana e "ove richiesto alla massima capacità ricettiva degli impianti così come autorizzata dalla Regione Lazio", circa 1500 tonnellate giornaliere. 

Un particolare non indifferente. Come raccontato anche da Romatoday nei giorni scorsi, nei primi mesi del 2017 le quantità di rifiuti trattati negli impianti di Malagrotta è calata del 50% attestandosi attorno alle 600 tonnellate. Una decisione, hanno spiegato dal consorzio, legata alla difficoltà di smaltire i rifiuti trattati, il cosiddetto 'Cdr' destinato all'incenerimento, sorta in seguito alla diminuizione dei conferimenti in alcuni impianti del Lazio e in Lombardia. Anche l'Arpalazio ha riscontrato delle problematiche negli impianti di Malagrotta, così come riportato nell'ordinanza stessa. Nel corso di un controllo effettuato mercoledì scorso "ha rilevato una situazione di particolare criticità che rischia di produrre effetti sull'utilizzo degli impianti, tali da determinare immediate situazioni di pregiudizio ambientale e alla salute pubblica". 

La situazione resta appesa a un filo. E il problema dell'utilizzo degli impianti di Malagrotta, già concreto più di tre anni fa e ancora oggi senza una soluzione, solo rinviato. I tempi per dotarsi di due impianti di trattamento, non ci sono. E, del resto, l'amministrazione Raggi ha fatto capire chiaramente di puntare su riduzione, riciclo e riuso, staccandosi così da un sistema di gestione che necessita dell'impiego finale di inceneritori. I tempi di questa strada, però, sono lenti. La strada resta in ripida salita. Nei prossimi giorni si riunirà nuovamente il vertice in Prefettura.

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