Emergenza rifiuti: c'è l'ordinanza della Regione, Raggi ha 5 giorni per evitare commissariamento. Tutti i dettagli

Roma dovrà indicare sito per smaltimento dei rifiuti e attivarne due per la trasferenza; proroga per la discarica di Colleferro, Ama chiamata a varare Piano Industriale: tutti i punti dell’ordinanza firmata da Zingaretti

Uno o più siti sul territorio di Roma da destinare allo smaltimento dei rifiuti; la chiusura della discarica di Colleferro posticipata; conferimenti all’estero e il compito di individuare due siti per la trasferenza per sopperire alla dismissione di quello di Ponte Malnome.

Per scongiurare l’ennesima emergenza rifiuti alle porte della Capitale è arrivata l’ordinanza della Regione Lazio

L’ordinanza sui rifiuti della Regione Lazio

Il provvedimento, firmato dal presidente Nicola Zingaretti, mette nero su bianco le prescrizioni per Roma Capitale, chiede uno sforzo in più, seppur limitato nel tempo, al Comune di Colleferro e intima ad Ama di approvare entro il 15 marzo il Piano Industriale. 

I tempi dettati dall’ordinanza sui rifiuti della Regione Lazio sono strettissimi: in caso di inosservanza sarà commissariamento.

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Così le azioni da mettere in campo nell’immediato sono poche e chiare.

"Allo scopo di garantire la continuità del servizio di trattamento dei rifiuti, in ragione dell’approssimarsi del termine di esercizio dell’impianto di smaltimento di proprietà dell’azienda Lazioambiente S.p.a. presso il Comune di Colleferro", si ordina "di costituire, con effetto immediato - si legge nel testo del provvedimento - una struttura tecnica composta da 3 rappresentanti individuati rispettivamente dalla Regione Lazio, dalla Città Metropolitana di Roma Capitale e da Roma Capitale, avente il mandato di predisporre, entro 5 giorni dalla notifica dell'ordinanza, il documento tecnico contenente gli elementi preordinati all’individuazione di uno o più siti, ovvero impianti, sul territorio di Roma Capitale, da destinare a operazione di smaltimento per i rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti solidi urbani".

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Il documento ordina poi "entro e non oltre 7 giorni dalla trasmissione del documento tecnico di individuare uno o più siti, ovvero impianti, sul territorio di Roma Capitale, che possano essere destinati a smaltimento per i rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti solidi urbani".

Inoltre entro e non oltre 7 giorni "dall'individuazione di uno o più siti, ovvero impianti, l’adozione, da parte del Sindaco di Roma Capitale, di ogni provvedimento necessario all’operatività degli stessi, compresi eventuali provvedimenti da assumere".

Conferimenti all’estero

Allo scopo di garantire maggiori disponibilità al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti prodotti dal territorio di Roma Capitale, entro 10 giorni dalla notifica dell'ordinanza ordina inoltre di "avviare la procedura per selezionare impianti di conferimento all’estero; di ridurre a 5 giorni il termine massimo di conclusione del procedimento di notifica della Regione Lazio prevista per i trasporti transfrontalieri proposti da parte di Ama Spa".

Due siti per la trasferenza attivi entro il 31 gennaio 2020

Ma non solo. Per superare la crisi dei rifiuti a Roma è necessario individuare anche azioni a medio termine.

Allo scopo di garantire il servizio di raccolta e trasporto, in previsione del termine del 31 gennaio 2020 dell’autorizzazione all’attività di trasferenza nel sito di Ponte Malnome (termine stabilito sulla base delle indicazioni di Roma Capitale), Roma Capitale dovrà "entro e non oltre 15 giorni dalla notifica dell'ordinanza, individuare almeno 2 siti dove effettuare le operazioni di trasferenza dei rifiuti urbani indifferenziati e, di conseguenza, di ridurre a 5 giorni il termine massimo di conclusione dei connessi procedimenti autorizzatori spettanti agli uffici competenti della Regione Lazio, di Città Metropolitana di Roma Capitale e di Roma Capitale" e "entro e non oltre 30 giorni dall’autorizzazione, che Ama S.p.a. provveda agli allestimenti necessari per la messa in esercizio delle trasferenze entro il 31 gennaio 2020".

Il Piano Industriale di Ama “entro il 15 marzo”

Un crono programma serrato quello contenuto nell’ordinanza sui rifiuti firmata dal presidente Zingaretti.

Entro il 15 marzo 2020 Ama dovrà approvare "il 'Piano industriale' contenente tutti gli impianti di trattamento e smaltimento, nonché aree, strutture e attrezzature necessarie a soddisfare il fabbisogno del territorio cittadino, in base ai principi di autosufficienza e prossimità, stabiliti dall’articolo 182-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, anche allo scopo di rideterminare la priorità di accesso all’impiantistica privata presente nel territorio di Roma Capitale".

Discarica di Colleferro prorogata 

Chiesto uno sforzo in più anche a Colleferro. La ricezione della discarica di Colle Fagiolara, gestita dalla società Lazio Ambiente S.p.a. presso il Comune di Colleferro, è prorogata al 15 gennaio 2020, “termine non ulteriormente prorogabile” – sottolinea la Pisana, “ in ragione dell’interruzione dell’operatività dello stesso impianto determinatasi nel mese di novembre 2019".

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Zingaretti firma ordinanza sui rifiuti: “Problemi vanno risolti”

“Dopo l’ordinanza emanata a luglio scorso, per risolvere l’emergenza rifiuti a Roma, la Regione Lazio è stata costretta a intervenire un’altra volta, emanando una seconda ordinanza. Nonostante la gestione sia competenza diretta di Roma Capitale, il testo firmato questa sera (ieri sera ndr.) stabilisce una serie di azioni che il Comune dovrà intraprendere per evitare l’emergenza rifiuti a Roma. Non basta parlare dei problemi – ha scritto in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - i problemi vanno risolti”. 

Per Roma rispetto ordinanza o commissariamento

Per la Sindaca Raggi e per Ama compiti ben definiti, la proroga di Colleferro darà una boccata d’ossigeno alla città ma i tempi restano tuttavia molto serrati.  

E "in caso di inosservanza – è scritto nell’ordinanza - vengono adottate in via sostitutiva dalla Regione tutte le iniziative necessarie a garantirne l’ottemperanza, anche attraverso la successiva individuazione di uno o più soggetti attuatori delle singole prescrizioni, nonché comunicati all’Autorità giudiziaria i responsabili delle condotte omissive".
 

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