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L'impianto della Rida Ambiente

L'impianto della Rida Ambiente

Rifiuti, Raggi attacca: "Pulire Roma in 7 giorni? Zingaretti sfiora il ridicolo". E l'impianto di Aprilia dice no all'ordinanza

Non si placano le tensioni tra sindaca e governatore del Lazio. Di ieri l'ordinanza che impone la pulizia della città in una settimana

"Si conferma con rammarico l'attuale impossibilità oggettiva di fornire ulteriore supporto ad Ama". Firmato Rida Ambiente. La società che gestisce l'impianto di Trattamento biologico meccanico (Tbm) di Aprilia ha detto no alle prescrizioni contenute nell'ordinanza della Regione. Di ieri la misura illustrata con una conferenza stampa dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti che prevede appunto l'obbligo per gli impianti del Lazio di aumentare i quantitativi di rifiuti della Capitale accolti, fino a raggiungere la massima capienza possibile. 

Cosa dice l'ordinanza regionale

"Constato con stupore e sgomento la risposta negativa pervenuta, un ‘niet’ fornito da un operatore importante nel panorama del trattamento dei rifiuti laziale" informa la presidente Ama Laura Melara, tra i destinatari della lettera di diniego dalla Rida Ambiente, indirizzata anche alla Presidenza del Consiglio, ai ministeri di Ambiente e Interni, a Regione, Comune, Prefettura. Le ragioni del no sono tecniche: mancano sbocchi per l'incenerimento del combustibile da rifiuti prodotto, causa, si legge nella missiva, "l'attuale saturazione della capacità di Acea-San Vittore, implicitamente confermata dall'Ordinanza". Secondo Rida, Acea non avrebbe aumentato gli slot per lo smaltimento, anzi. "Anche per la prossima settimana ha visto la diminuzione delle quote concesse"

L'ennesimo intoppo. E la colpa, per Virginia Raggi, è della Regione. "L'ordinanza è scritta male perché non prevede esplicitamente la deroga alle norme del testo unico sull'ambiente" attacca dalle colonne del Fatto Quotidiano. E ancora sui social network si scaglia contro il governatore del Lazio sull'altra parte sostanziale del provvidemento emanato con urgenza per risollevare la città dall'invasione di immondizia: i "compiti a casa" per Ama. Secondo quanto prescritto dall'ordinanza, l'azienda municipalizzata ha 7 sette giorni di tempo per pulire Roma, e 3 per liberare gli ingressi di ospedali, scuola, mercati rionali. "Zingaretti sfiora il ridicolo, la smetta di illudere i cittadini con false promesse. Sia serio" dice Raggi su tutte le furie. Uno scontro a viso aperto tra i due attori in campo che non accenna a placarsi. 

Cosa deve fare Ama

Mentre i vertici di Ama tentano comunque di fare il possibile, incontrando i sindacati di categoria e pianificando un fitto cronoprogramma per rispettare le scadenze imposte e ripulire la città. "La sfida è ardua, ma la differenza tra vincere e perdere sta proprio in quel 'noi' di cui abbiamo parlato lo scorso 20 giugno. Quel 'noi' che mi ha convinta ad accettare questo incarico e per il quale mi batto ogni giorno con determinazione". Sono parole della presidente Melara scritte in una lettera inviata ai suoi dipendenti. Invoca "collaborazione". "Abbiamo pochi giorni e, per alcune attività, pochissime ore per ottemperare alle prescrizioni ultimative che ci vengono imposte". Da qui l'appello ai dipendenti. "Chiedo a ciascuno di voi, che già lavora in circostanze difficili, uno sforzo in più, un sacrificio di tempo e fatica, per superare l'emergenza e costruire insieme l'azienda che vogliamo. Vi ringrazio di cuore". 

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