Chiude il Giubileo: dagli ostelli all'anello ferroviario, ecco la Roma incompiuta

Soldi in ritardo e non impegnati, fondi spesi male o a metà e opere annunciate e mai arrivate: l'Anno Santo lascia una Roma peggiore. Il modello Milano, ovvero la replica del successo dell'Expo, ha fallito

foto ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Si chiude il Giubileo della Misericordia. Avrebbe dovuto e potuto cambiare il volto della Capitale. Era stato annunciato, soprattutto dopo l'addio di Marino, come una replica dell'Expo che ha cambiato il volto di Milano. Il lascito dell'Anno Santo è invece assolutamente negativo da un punto di vista infrastrutturale: i soldi arrivati, in ritardo e a singhiozzo, non sono stati spesi o spesi solo parzialmente; la burocrazia ha fatto il suo solito lento, lentissimo corso e la giustizia amministrativa ha bloccato quello che ormai da anni è l'annuncio buono per tutte le stagioni: la chiusura dell'anello ferroviario. Così con la Porta Santa sbarrata ci si ritrova a fare un bilancio di ciò che poteva essere e non è stato, di una Roma che se possibile sta peggio di un anno fa.  

FONDI DEL COMUNE - Il Campidoglio nell'agosto 2015 ha stanziato poco meno di 50 milioni di euro per realizzare 30 progetti tra decoro urbano e manutenzione. L'intervento più importante, 12 milioni per rifare l'asfalto del e i marciapiedi del Lungotevere, è rimasto sulla carta. Dovevano arrivare poi otto bagni pubblici (chi li ha visti?) ed essere risistemate le aree verdi adiacenti alle basiliche dove invece continua a regnare il degrado. Nel centralissimo parco di Colle Oppio a due passi dal Colosseo i lavori di restyling, costati 309mila euro, non hanno sortito l'effetto sperato e nel corso dei mesi la situazione di degrado è andata anzi peggiorando. Qualcosa di positivo invece si vede nell'area a ridosso del Vaticano: qui sono stati realizzati percorsi pedonali e transennamenti ad hoc, che garantiscono una migliore canalizzazione dei pellegrini lungo via della Conciliazione.  

FONDI DEL GOVERNO - Centocinquanta invece i milioni stanziati dal Governo. Al centro del tira e molla che poi portò, tra le altre cause, alla defenestrazione di Marino, i soldi sono arrivati nelle casse capitoline solo ad inizio estate. Per metà queste ultime risorse sono servite (o serviranno) per un piano di illuminazione a led dei quartieri periferici della città. Il resto dovevano servire a migliorare la città: giardini, strade, aiuole, marciapiedi. I soldi però non sono stati ancora impeganti e solo nei giorni scorsi l'assessore al bilancio Mazzillo ha annunciato lo sblocco delle gare. Salvi quindi i fondi. 

OSTELLI - L’ingresso sbarrato con il lucchetto è il simbolo della chiusura del tanto decantato ostello del Santa Maria della Pietà che non è stato aperto. “Dovevamo occuparci della gestione della struttura ricettiva e dell’allestimento, l’arredamento si basava molto sul recupero di mobili o oggetti. L’intento era tenersi su un profilo green e non di spreco – racconta a Roma Today  Paolo Iannini, 24 anni, l’amministratore unico della società Futura Services srl, aggiudicataria della gara per la concessione degli ostelli che dovevano sorgere nei padiglioni 11 e 15 del Santa Maria della Pietà – ma la situazione resta bloccata. Non possiamo andare avanti”. Una gara d’appalto vinta, i lavori del padiglione 11 che sono terminati da tempo, una continua lotta contro carte e scartoffie. “È una vergogna – si sfoga Iannini – ho rilevato la prima società di servizi, la Futura Services, nel 2011 con due operai e nel 2016 sono arrivato quasi a 100 operai, mi sono avventurato in questa iniziativa nel 2015 per diversificare e riavviare un immobile stupendo in un complesso da un trascorso tormentato”. Però, come detto, il contratto di appalto non viene firmato. La vicenda finisce anche sui tavoli dell’Anac mentre dal Municipio XIV arriva la mozione per chiedere al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, quali motivi impediscano la sottoscrizione dell’accordo. “C’è anche una determinazione sull’aggiudicazione definitiva della gara. Questa storia è veramente assurda”.

CHIUSURA ANELLO FERROVIARIO - E che dire poi della chiusura dell'anello ferroviario? Marino e l'allora assessore Improta avevano annunciato come la novità centrale per il Giubileo. Dopo vari ritardi - la chiusura dei cantieri era stata annunciato per aprile - a Giugno il Tar ha detto stop accogliendo il ricorso dei residenti.  

Si chiude il Giubileo. Roma la Porta Santa non l'ha attraversato: i suoi peccati restano lì, più vivi che mai.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Primark inaugura a Roma: lunghe file dalle prime ore del mattino

  • Roma, la mappa del contagio dell'ultimo mese: ecco i municipi e i quartieri con più casi

  • Apre Maximo Shopping Center, un nuovo centro commerciale a Roma: 160 negozi sulla Laurentina. Grande attesa per Primark

  • Camorra, "a Roma comanda tutto lui": il cartello della droga di Michele Senese. Ecco come aveva diviso la Capitale

  • Incidente sulla Pontina: l'auto ha un'avaria, lui scende e viene investito da un tir. Morto 43enne

  • La pasticceria di Roma premiata con "Tre Torte" dal Gambero Rosso: è tra le migliori d'Italia

Torna su
RomaToday è in caricamento